BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LEGGE ELETTORALE/ Caro Panebianco, la nostalgia del proporzionale non è fuori luogo

Pubblicazione:venerdì 20 gennaio 2012

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Mentre il governo tecnico fa il tecnico, la politica si affanna per liberarsi dell’attuale legge elettorale. E’ vero, la Consulta ha bocciato il referendum che l’avrebbe cestinata con un tratto di penna. Ma lo ha fatto – dicono – per ragioni squisitamente tecniche. E, con ogni probabilità, quando saranno rese note le motivazioni della sentenza, emergerà un invito a riformare la legge che la politica non potrà ignorare. Del resto, non è suo interesse farlo. Sembra, quindi, che si vada nella direzione di un cambiamento. Che, come moltissimi auspicano, avrà le caratteristiche di un ritorno al meccanismo proporzionale. Una nostalgia che non convince per nulla Angelo Panebianco. Che, dalle pagine de Il Corriere della Sera, ricorda come il sistema maggioritario abbia garantito, tra le altre cose, un rapporto diretto tra il presidente del Consiglio e i cittadini. Prima, invece, gli elettori non erano altro che spettatori inermi degli accordi parlamentari. Abbiamo chiesto a Stelio Mangiameli cosa ne pensa.

Lei è d’accordo con Panebianco?

Bisogna ricordare che, contestualmente alla possibilità di indicare, anche se non formalmente, il presidente del Consiglio, vi sono una serie di regole tali per cui la sua figura ne risulta fortemente indebolita. Il problema è che il modello al quale si è deciso di ispirarsi non è stato interpretato correttamente.

Quale modello?

Quello della leadership politica e della premiership istituzionale. Si afferma che laddove i due elementi coincidano, si realizza nelle forme di governo parlamentare una concentrazione di potere tale da assicurare un’autorevole direzione del governo e una diretta canalizzazione della responsabilità politica. I sistemi che realizzano tale modello sono quello anglosassone e quello tedesco. Entrambi adottano tecniche completamente diverse. Nessuno dei due, tuttavia, contempla il premio di maggioranza o l’obbligatorietà (di fatto) delle coalizioni, derivante dalla soglia di sbarramento più alta per i partiti che corrono da soli. E’ da questi due elementi che dipende buona parte dell’alterazione del nostro sistema.

Cosa intende?


  PAG. SUCC. >