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BLOCCO DEI TIR/ Cacciari: così 20 anni di non-governo sono sfociati nell'anarchia

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Un’ondata di tumulti impazziti sta attraversando mezza Italia. Il malessere, dopo essersi concentrato in un apice di ingovernabilità in Sicilia, messa in ginocchio dalle proteste dei Tir, si è esteso alle altre Regioni. Oggi un camionista, ad Asti, ha perso la vita, investito in una tragica fatalità, da una collega nel corso delle manifestazioni. Si contestano - paralizzando autostrade, produzione commerciale e distribuzione - gli aumenti del gasolio e dei pedaggi autostradali. Scioperano anche i tassisti, contro le liberalizzazioni, e molte altre categorie. Nel frattempo, la politica è assente. A cosa stiamo andando incontro? Lo abbiamo chiesto a Massimo Cacciari.

L’assenza dei partiti favorisce lo spontaneismo delle proteste?

È evidente. I partiti politici svolgono una funzione, oltre che di indirizzo, di contenimento e organizzazione della protesta. Nel corso della Prima Repubblica si era reso manifesto come le forze di opposizione, in particolare, avessero saputo assumere tali compiti. Ebbene: la crisi dei partiti politici ha determinato vent'anni di assenza di governo. Il che, a sua volta, ha determinato l’insorgere della protesta secondo forme anarchiche e dilaganti.

Il riferimento, in realtà, era esclusivamente agli ultimi mesi…

Questa fase è solamente l’effetto di 20 anni di non governo. Per comprendere ogni situazione, occorre capirne le cause.

Ce le spieghi.

Le forze politiche, massacrate da Tangentopoli e dalla crisi dei primi anni Novanta, non sono state in grado di dar vita a una fase ri-costituente, né di rivedere le proprie identità e le proprie strategie. Berlusconi, la Lega, e tutti i pasticci possibili immaginabili nel centrosinistra sono l’effetto di questa inadeguatezza.

Si rischia di perdere il controllo del Paese?

No, credo che Monti terrà dritta la barra. Anche grazie all’appoggio incondizionato (giustamente) di Napolitano. I partiti, dal canto loro, non credo che intendano suicidarsi definitivamente facendolo cadere. Il premier, quindi, dovrebbe riuscire a portare avanti una strategia che, rispetto al passato, è innovativa. Per cui credo che si arriverà al 2013 in condizioni tali da potere dar vita a una coalizione di governo.

Poniamo che le proteste continuino, e che Monti sia obbligato a disporre una massiccia azione di polizia.


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