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MICHEL MARTONE/ Chi è il viceministro del welfare. La scheda

Benché il suo curriculum sia di tutto rispetto e da anni bazzichi la scena pubblica, rischia di essere ricordato per la sua prima esternazione nelle vesti di sottosegretario al Welfare.

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Michel Martone, classe ’74, professore universitario a soli 29 anni con all’attivo numerose pubblicazioni, oggi, ha definito chi non si è laureato ancora a 28 uno «sfigato». Il suo intento, in realtà, era nobile. Intendeva sottolineare la necessità di una cambio di rotta nella cultura e nel modo di concepire lo studio degli italiani. Ha aggiunto, infatti, che è molto meglio essere secchioni. Perché, quantomeno, si potrà affermare di aver fatto qualcosa nella propria vita. Ha, inoltre, affermato la necessità di introdurre il concetto secondo il quale chi decide, a 16 anni, di non continuare gli studi ma di frequentare una scuola professionale per svolgere un mestiere fa un’ottima scelta. Ma da dove spunta il viceministro delle polemiche di oggi? Figlio di Antonio Martone, ex avvocato generale della Corte di Cassazione ed ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, si è laureato con lode, in Giurisprudenza nel 1997 presso l'università degli studi Sapienza Università di Roma. Dopo una velocissima carriera accademica, nel 2005 è divenuto ordinario di diritto del Lavoro presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli studi di Teramo. E’, inoltre, docente presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, professore incaricato di Diritto del lavoro presso la facoltà di Giurisprudenza della Luiss, dove insegna anche “Politiche di gestione e risoluzione dei conflitti sociali”. In segno al ministero della Pubblica amministrazione è stato consigliere giuridico di Brunetta, considerato, assieme a Sacconi, tra i suoi grande sponsor. All’interno della pubblica amministrazione è stato anche segretario della Commissione scientifica per la redazione di uno Statuto dei lavori. E’ rappresentante dell’Italia nel Cda di EuroFound, e avvocato del Foro di Roma. I suoi articoli vengono spesso pubblicati su Il Sole 24 Ore. Scrive anche per il quotidiano Il Riformista e sulle riviste “Formiche” e “Aspenia”.