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SCENARIO/ Macaluso: democrazia allo sbando

Pubblicazione:martedì 24 gennaio 2012

Palazzo Chigi (Imagoeconomica) Palazzo Chigi (Imagoeconomica)

Questi grandi poteri parzialmante invisibili, ma anche visibilissimi sono grandi, forti e spesso hanno un potere incontrastato. Ma i poteri ci sono stati sempre, solo che c'era anche chi li contrastava, chi replicava e anche chi sapeva trattare con loro. Oggi chi è in grado di dare una risposta, di replicare oppure anche di trattare con questo sistema finanziario internazionale? Ci vorrebbero delle forze politiche solide, preparate, ben organizzate e radicate. Quando c'era il capitalismo nazionale, non si è forse trovata la mediazione, il compromesso socialdemocratico? Che cos'è stata alla fine la grande operazione fatta storicamente dai laburisti, dai partiti socialdemocratici? È stata una grande mediazione, un nobile compromesso. Il problema è che oggi mi sembra che nessuno sia in grado, sia capace di fare un altro tipo di grande mediazione, di compromesso, di accordo che avrebbe un carattere storico. Il mio pessimismo nasce da questa considerazione.

Oggi in molti scorgono una spinta oligarchica che si accentua sempre di più.

È vero che c'è una spinta oligarchica. Come si fa a negare una simile constatazione? Ma questa spinta esiste perchè non c'è una risposta adeguata, matura, di organizzazione di massa da parte democratica.

Lei è siciliano e conosce bene la Sicilia, quando sono cominciati i blocchi che cosa ha pensato e per che cosa si è preoccupato?

Certo che conosco bene la mia terra e ricordo molte altre situazioni di quel tipo. Nell'immediato Dopoguerra ho visto situazioni drammatiche: assalto a palazzi baronali, tumulti autentici. Avevamo a che fare con un movimento indipendista della Sicilia a cui aderivano centinaia di migliaia di iscritti, di siciliani. Sto parlando di un fenomeno come quello di Finocchiaro Aprile. Ma a quelle violente jacqueries dell'epoca, i partiti appena rinati dalla “notte fascista” seppero dare un risposta. Perché erano presenti, organizzati e motivati.
Perché mi preoccupo? Perché mi guardo intorno e vedo il vuoto politico, l'inesistenza di organizzazioni di massa che controllino i processi politici e sociali in Sicilia. In questo modo, all fine, si rischia di andare allo sbando.

C'è chi ha detto che dietro a queste rivolte ci sono infiltrazioni mafiose. 


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