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SCENARIO/ Macaluso: democrazia allo sbando

Pubblicazione:martedì 24 gennaio 2012

Palazzo Chigi (Imagoeconomica) Palazzo Chigi (Imagoeconomica)

Può anche darsi. Ma non è questa la domanda che ci si deve porre di fronte a simili avvenimenti. La vera domanda semmai è perché queste manifestazioni, che esprimono un grande disagio sociale, possono essere “filtrabili” dalla mafia. Questo è il problema reale. Perché all'interno di queste rivolte può inserirsi la mafia? Allora il problema è che non c'è più un'organizzazione di massa che controlla un disagio sociale.

Di chi è le responsabilità di tutto quello che è avvenuto e che sta avvenendo?

Sono stati commessi dei gravi errori e la politica è inesorabile. Alla fine questi errori te li fa pagare in modo duro. Il più grande errore fu quello di non capire che cosa era avvenuto nel 1989, con la fine del mondo bipolare. Non capì nessuno quello che avveniva: né Craxi, né la Dc che sperava di rimettere in pista Andreotti, né il Pci di Occhetto, che pure fece la svolta, ma poi si dimenticò del socialismo europeo.
Questi errori si pagano. Nel 1992, forse ce lo siamo dimenticati, la Lega Nord arrivò a 80 parlamentari sulle ceneri dei partiti. Poi arrivò anche la magistratura. Alla fine il vuoto politico si paga. Perché in politica, il vuoto non esiste. C'è subito qualcuno che occupa gli spazi.

Ma di fronte a questa situazione italiana, con un governo che cerca di mettere “pezze” e sostanzialmente fa cose che sembrano indispensabili per la crisi economica, che futuro ci attende?

Se non si ricostituiscono grandi organizzazioni democratiche di massa, grandi partiti, saremo inevitabilmente immersi in una continua situazione di ribellismo. Ripeto, io sostanzialmente approvo quello che fa il Governo, ma non si governa da Palazzo Chigi senza un controllo democratico sul territorio. Cioè, senza partiti.

(Gianluigi Da Rold)



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