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LIBERALIZZAZIONI/ 1. Sansonetti: per i "comunisti" Bersani e Monti la libertà è un lusso

Pubblicazione:mercoledì 25 gennaio 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 25 gennaio 2012, 16.44

Pierluigi Bersani e Mario Monti (Infophoto) Pierluigi Bersani e Mario Monti (Infophoto)

LIBERALIZZAZIONI. Il Parlamento si appresta a valutare le liberalizzazioni di Monti mentre i focolai di protesta continuano a diffondersi in tutto il Paese. Dopo i presidi dei tassisti e i “forconi” siciliani, gli autotrasportatori stanno proseguendo i blocchi autostradali, con esiti anche tragici, come la morte di un manifestante travolto ieri ad Asti da un Tir.
Il decreto può migliorare, fanno comunque sapere con toni diversi Pd, Pdl e Terzo Polo, confermando in linea generale il proprio appoggio. «Per il momento in queste liberalizzazioni io vedo molto mercato e poca libertà» dice invece a IlSussidiario.net il direttore de Gli Altri, Piero Sansonetti. «Se si prosegue in questa direzione l’Italia non avrà la sua “rivoluzione liberale”».

“Sinistra”, “liberalizzazioni” e “rivoluzione liberale” non sono quindi termini inconciliabili?

Assolutamente no. Io ad esempio credo che le liberalizzazioni siano necessarie perché la nostra è una società bloccata, soprattutto sul piano della mobilità sociale, come dimostrano i dati dell’Ocse.
Il problema della sinistra italiana casomai è quello di non essere mai stata liberale. Non ha mai concepito infatti la libertà come un valore, ma come un lusso, se non come un Cavallo di Troia.

Per quale motivo?

Perché è ancora condizionata dal comunismo. Tutta la teoria comunista, che io considero straordinariamente interessante e per certi versi moderna, aveva infatti un piccolo difetto. Non considerava la libertà un valore fondamentale, ma subalterno all’eguaglianza. E così la sinistra l’ha sempre vista come un fastidio.

Con quali conseguenze se parliamo di liberalizzazioni?

La più grave consiste nel cercare di risolvere la mancanza che descrivevo prima scimmiottando la destra e sostituendo quindi la libertà con il mercato, che però lei conosce pochissimo e per questo rischia di combinare guai seri.
Questo problema, ad esempio, non si pone in America, dove la sinistra ha invece una sua idea politica forte, “liberal”, termine che dal keynesismo in poi si usa infatti come sinonimo di “sinistra”. 

Le “lenzuolate” di Bersani, dal suo punto di vista, non sono quindi migliori di quelle di Monti?

No, perché nella nostra cultura le “liberalizzazioni” vengono intese come “privatizzazioni”, pur essendo cose molto diverse.
Liberalizzare non significa privatizzare, ma rendere più libero e accessibile. Anche questa volta però sta prevalendo una liberalizzazione intesa semplicemente come meccanismo del mercato che favorisce la concorrenza, ma che in realtà finisce paradossalmente per premiare i monopoli.

Ci faccia un esempio.


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COMMENTI
25/01/2012 - La libertà buona di Piero. (claudia mazzola)

Sono contenta di come parla Sansonetti, mi stupisce!

 
25/01/2012 - protesta generale (francesco scifo)

In Sardegna tutte le categorie protestano si sono uniti commercianti, pastori, pertite IVA, camionisti, impiegati, studenti, pensionati, minatori, metalmeccanici: tutti occupano i municipi nei paesi perchè Roma si è dimenticata della Sardegna e sta uccidendo tutto il sistema economico.