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REFERENDUM ELETTORALE/ Il presidente dei promotori: ecco cosa potrà fare ora il parlamento

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Posso solo dire che registro che la decisione negativa nei nostri confronti, tra l'altro anticipata prima del pronunciamento e della pubblicazione delle motivazioni sui principali quotidiani nazionali come Repubblica e Il Corriere della sera, abbia trovato consenso in tutte le forze politiche nessuna esclusa. Questo conferma la giustezza della tesi del comitato referendario da me presieduto e cioè che l'unica possibilità per cambiare questa legge elettorale fosse fare un referendum abrogativo. Farla, cioè, cambiare direttamente dal popolo con un referendum abrogativo.

 
Che scenari si aprono adesso?

 
La decisione della Corte non dice nulla di cosa debba fare il Parlamento come invece qualcuno aveva sostenuto o auspicato. Non entra ovviamente nel merito della legge Calderoli e quindi il Parlamento è libero di fare qualunque cosa, e se vuole cambiare la legge, può cambiarla come meglio crede. Però credo che le ipotesi possibili, ragionando sugli scenari, siano sostanzialmente due.

 
Quali?

La  prima è che si torni a votare con la legge Calderoli, la strada più semplice e probabilmente quella che trova più consensi.

 
La seconda?


Se una modifica è politicamente possibile, non vedo altra strada che il ritorno a una legge elettorale di tipo proporzionale. Solo il proporzionale, infatti, potrebbe trovare il consenso di queste forze politiche in questo Parlamento e in questo momento storico.

 
E il vostro giudizio quale sarebbe?

 
Di fronte a questo scenario il voto con la legge Calderoli o il voto con nuova legge di tipo proporzionale porterebbe a una situazione perniciosissima per il nostro Paese.

 
Perché?

 
Perché nell'una o nell'altra ipotesi avremo un Parlamento debole, fatto di tantissimi partiti senza che gli elettori possano scegliere i propri rappresentanti, ma soprattutto senza sapere quale sarà il governo che dovrà poi fare le politiche di risanamento finanziario.

 
 


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COMMENTI
25/01/2012 - Sedotto. (Giuseppe Crippa)

Il prof. Morrone, inizialmente molto misurato nei suoi giudizi, si lascia poi andare ad una considerazione alquanto easgerata affermando che sia il voto con la legge Calderoli che il voto con nuova legge di tipo proporzionale porterebbero a una situazione “perniciosissima” per il nostro Paese. Perniciosissima perché “avremo un Parlamento debole, fatto di tantissimi partiti senza che gli elettori possano scegliere i propri rappresentanti (e questo è sicuro per la legge Calderoli, cosiddetta Porcellum) ma soprattutto senza sapere quale sarà il governo che dovrà poi fare le politiche di risanamento finanziario (e questo potrebbe forse accadere – ma non è detto – per una legge di tipo proporzionale). Non è giusto mettere sullo stesso piano un dato di fatto già verificato dall'esperienza ed una ipotesi di scuola: non me lo aspettavo da un professore, ma a quanto pare anche i professori sono sedotti dal fascino irresistibile del “bipolarismo”...