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REFERENDUM ELETTORALE/ Il presidente dei promotori: ecco cosa potrà fare ora il parlamento

Pubblicazione:mercoledì 25 gennaio 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 25 gennaio 2012, 13.34

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E voi continuerete nel vostro impegno referendario?

 
Il nostro impegno politico resta. Vorrei sottolineare  che la nostra iniziativa ha raggiunto un risultato politico indiscusso e difficilmente contestabile anche di fronte allo stop della Consulta. Abbiamo ottenuto un milione e  250mila firme di cittadini in carne e ossa che ci hanno sostenuto con grande passione, abbiamo dato voce al Paese reale che ha gridato due cose.

 
Quali?
 
Che venga ripristinato il diritto costituzionale degli elettori di scegliersi i propri rappresentanti per avere un Parlamento di eletti e non di nominati da pochi capibastone. In secondo luogo, che insieme alla scelta dei propri rappresentanti i cittadini possano scegliere anche la maggioranza di governo prima e non dopo le elezioni. Questo è connaturale a una democrazia maggioritaria dell'alternanza e non a un sistema bloccato consociativo, che è lo scenario più probabile si realizzi si dovesse concretizzare una delle due ipotesi che ho descritto prima.

 



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COMMENTI
25/01/2012 - Sedotto. (Giuseppe Crippa)

Il prof. Morrone, inizialmente molto misurato nei suoi giudizi, si lascia poi andare ad una considerazione alquanto easgerata affermando che sia il voto con la legge Calderoli che il voto con nuova legge di tipo proporzionale porterebbero a una situazione “perniciosissima” per il nostro Paese. Perniciosissima perché “avremo un Parlamento debole, fatto di tantissimi partiti senza che gli elettori possano scegliere i propri rappresentanti (e questo è sicuro per la legge Calderoli, cosiddetta Porcellum) ma soprattutto senza sapere quale sarà il governo che dovrà poi fare le politiche di risanamento finanziario (e questo potrebbe forse accadere – ma non è detto – per una legge di tipo proporzionale). Non è giusto mettere sullo stesso piano un dato di fatto già verificato dall'esperienza ed una ipotesi di scuola: non me lo aspettavo da un professore, ma a quanto pare anche i professori sono sedotti dal fascino irresistibile del “bipolarismo”...