BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FEDERALISMO/ Buratti: una riforma incompiuta e azzoppata dai tagli di Monti

Insieme a CARLO BURATTI, professore di Scienza delle finanze all’Università di Padova, parliamo del federalismo fiscale previsto dal premier Monti, rispetto a quello del governo Berlusconi

Mario Monti  (Foto Imagoeconomica) Mario Monti (Foto Imagoeconomica)

«Rispetto all’impostazione del federalismo prevista dal governo precedente, qualche cambiamento certamente c’è: innanzitutto il governo Monti reintroduce l’Imu sulla prima casa, al posto dell’Ici soppressa, che è stata anticipata già a quest’anno. Siamo quindi di fronte a una modifica sostanziale, perché il precedente governo aveva preso l’impegno di non tassare la prima casa». A parlare, raggiunto da IlSussidiario.net, è Carlo Buratti, professore di Scienza delle finanze presso l’Università di Padova, che spiega come questo governo abbia anche introdotto la Res, «l’imposta sui rifiuti e sui servizi, che però appare leggermente modificata, perché verrà applicata su tutti gli immobili, quindi anche sulle prime case. Ci ritroviamo quindi sia con l’Imu che con la Res. Forse una duplicazione di questo tipo si poteva evitare. Non è davvero comprensibile la ratio, che trasforma l’imposta sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e che in pratica riprodurrà gli schemi della vecchia Tas».

Professore, a fronte dei tanti tagli agli enti locali il federalismo previsto dal governo Berlusconi è sostanzialmente bloccato?

Il fatto che non ci sono più soldi è evidente a tutti, e purtroppo governo e Parlamento si sono accaniti contro gli enti locali. Ci troviamo quindi in una situazione paradossale, in cui i Comuni hanno pochi fondi da spendere, anche solo per i servizi essenziali. E' ovvio che il federalismo è messo in difficoltà da questa carenza di mezzi. Un'altra cosa veramente strana è che metà dell’Imu incassata dai Comuni andrà allo Stato e, in attesa del decreto attuativo, non è chiaro se questa quota verrà versata direttamente nelle casse dello Stato e se verrà girata solo successivamente al Comune.

Per quale motivo la giudica "paradossale"?

Vista la compartecipazione dei Comuni, che si prendono però l’onere di girare allo Stato metà dell’Imu. Ricordiamoci che Imu sta per Imposta Municipale Unica. Tutto questo è chiaramente incompatibile con un’idea di federalismo. Certo, se venisse data una maggiore autonomia finanziaria agli enti locali, che potrebbero così avere delle aliquote e aumentare il proprio gettito, questi potrebbero sanare i buchi creati da altri tagli praticati dal governo. In questo senso si poteva certamente pensare a qualcosa di più efficace per non affossare il federalismo.


COMMENTI
27/01/2012 - risorsa (per loro) e problema (per noi) (francesco taddei)

quindi tra imu e res la prima casa viene tassata due volte. siamo davvero felici di questo? possedere una casa da sogno degli italiani diventerà un problema? occorrerebbe stare meno a sentire questi professori economisti chiusi tra uffici, convention e think tank e ascoltare di più quegli amministratori locali che hanno fatto della buona amministrazione.