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SCENARIO/ 2. Se quella di Monti è l'Italia dei fumetti

Pubblicazione:venerdì 27 gennaio 2012

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Scorrendo i giornali stranieri, che come al solito sono morbosamente interessati alle vicende del nostro Paese, si legge che, mentre il naufragio del comandante della Concordia ha evidenziato nella codardia e nella fuga il carattere dell’italiano tipico, il governo Monti e la sua austera figura di professore servono a bilanciare parzialmente le immagini disastrose mostrando un campione di onestà e competenza che suscita dovunque credibilità e apprezzamento.

L’apprezzamento e l’ammirazione verso il governo Monti e la sua ieratica figura sono talmente forti che viene voglia di affidare anche a lui la cura del turismo marittimo assegnandogli il compito di scegliere al posto delle ormai declassate compagnie di navigazione italiane il ruolo di grande comandante della flotta di navi da crociera che solcano i mari di tutto il mondo. Di questo abbiamo bisogno: di un comandante coraggioso così come quasi tutti i giornalisti di casa nostra sottolineano continuamente, ribadendo che solo Monti oggi è in grado di rappresentare un’Italia laboriosa e austera in grado di suscitare il consenso unanime degli economisti e degli opinionisti della stampa italiana e straniera.

Non tanto per rispondere sullo stesso livello a questo razzismo anti-italiano che si manifesta nei giudizi sul nostro Paese, ma per dare almeno un indicatore che permetta di rispondere a pregiudizi tanto infondati quanto diffusi verso il nostro popolo, vorrei soltanto ricordare che appena qualche giorno fa sono stati diffusi dei filmati di militari americani che orinavano oscenamente sui cadaveri di afgani uccisi e sfregiati. Tutti poi conosciamo le “guerre celesti”, condotte con straordinari strumenti di precisione intelligente che hanno e continuano a commettere “errori di mira” falcidiando popolazioni civili e innocenti, e seminando il terrore in intere zone del mondo. La superiore civiltà dei diritti umani che compone l’immagine di un Occidente saggio e generoso si infrange penosamente tra mille episodi di tortura e di eccidi di civili innocenti, e nessuno di quegli intellettuali europei che condannano alla gogna il comandante Schettino si è mai preso la briga di vedere quali radici culturali abbia nel mondo anglosassone questa arroganza perversa che li trasforma in giustizieri senza legge. Per non parlare, come invece occorrerebbe fare, degli speculatori finanziari che, privi di ogni controllo, ricattano gli Stati e cercano di assoggettarli alle loro mire di conquista.

Colpisce che solo Bagnasco parli del mondo finanziario come una forma di terrorismo internazionale, mentre intellettuali, economisti e politici si difendono dall’accusa di incapacità dichiarando la loro impotenza a reagire all’offensiva speculativa dei grandi fondi. Che nessuno abbia il coraggio di proporre all’opinione pubblica un’analisi realistica della situazione in cui l’Occidente sta rispondendo alla grande crisi, è veramente sorprendente. Mentre tutti si abbandonano a condanne severe del regime liberticida di Teheran, nessuno si preoccupa di capire se, come alcuni pensano, le libertà democratiche non siano messe in pericolo anche dall’attuale congiuntura nella quale il governo dei tecnici e la governance economica europea ed internazionale hanno messo sotto scacco le politiche dei vari Paesi e hanno “commissariato” la Grecia e l’Italia.


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COMMENTI
27/01/2012 - Bravo (Mariano Belli)

Veramente un ottimo articolo. Naturalmente, per sapere cosa davvero pensano gli italiani di Monti, basta andare tra la gente comune....i sondaggi che ci presentano sono fasulli!

 
27/01/2012 - Berlinguer al posto di Monti? (Luca Rossini)

Dopo aver letto l'articolo del prof. Barcellona ho capito perfettamente perché quello che chiede Fontolan nel suo Editoriale non avverrà mai in Italia: oltre che un popolo di "egoisti" siamo anche un popolo che dà sempre la colpa agli altri. Sostenere che questo "egoismo" sia colpa delle politiche neoliberiste significa confondere la causa con i suoi effetti: è proprio l'egoismo, ovvero "la tentazione di ritenere che la ricchezza dell'uomo non sia la fede" - per usare le parole di BXVI - che si è arrivati a proporre teorie economiche disumane, valide sulla carta e devastanti alla prova dei fatti. Il neoliberismo è una utopia almeno quanto lo è stato il comunismo e lo statalismo in generale: dichiare che basti spendere 15 miliardi per dare lavoro a un milione di giovani è quanto di più ridicolo si possa proporre. Puro assistenzialismo finanziato non si sa come (ah sì, forse con la "patrimoniale"!). Se fosse vero che "questa situazione senza controllo è stata determinata da anni di politiche neoliberiste che hanno scardinato la solidarietà sociale e hanno alimentato la guerra di tutti contro tutti", allora non si capisce perché nei gloriosi anni berlingueriani e del compromesso storico-solidale si sia iniziato ad accumulare il debito più grande del mondo che grava - speculatori o non speculatori - sulle spalle delle future (odierne) generazioni. Non saremo codardi come ci dipingono i "crucchi", ma scaricabarile e incapaci di assumerci le nostre responsabilità senza'altro sì.