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SCENARIO/ 3. Del Debbio: l'asse del Nord è in crisi, il centrodestra è da rottamare

Mentre la Lega, spiega PAOLO DEL DEBBIO, ha dimostrato che, nonostante tutto, potrà sopravvivere a Bossi, il Pdl ha, di fronte a sé, un lavoro molto più lungo e faticoso per rinnovarsi

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Mentre il “governo dei tecnici” di Mario Monti va avanti con i suoi interventi, i partiti sembrano ancora frastornati e sempre più marginali. Si potrebbe dire che giornalisticamente non “fanno nemmeno più notizia”. La situazione complessiva del Paese non offre possibilità di mediazione tra chi protesta e il governo. Il discorso è generalizzato, ma il punto sul centrodestra, soprattutto a Milano, nel Nord, appare molto attuale. Che cosa resta al momento del vecchio “asse del Nord”, tra il Pdl e la Lega Nord, l'accordo di ferro che collegava Bossi e Berlusconi? IlSussidiario.net ne parla con Paolo Del Debbio, docente universitario, editorialista, nonché uno dei protagonisti della nascita del centrodestra italiano.

Oggi, come osservatore sempre attento, che cosa pensa della situazione di questo centrodestra?

Detto con tutta franchezza, penso che si debba puntare sugli elettori di centrodestra, sui cittadini che lo hanno votato piuttosto che sui loro rappresentanti,. Sono delusi è inutile negarlo. La cosa più naturale è che si formi un nuovo soggetto di centrodestra. Non so esattamente da dove possa nascere, ma credo che riuscirebbe a prendere molti consensi, sostituendosi o erodendo fortemente quello attuale. Oggi i partiti di centrodestra sembrano frastornati, slegati dalla realtà che vivono i loro elettori.

Questa dinamica, a suo parere, si vede anche nei rapporti tra Lega Nord e Pdl, che sembrano logorati?

Certamente. Francamente, la Lega Nord è un partito che non riesco più a comprendere e devo dire che mi interessa comprenderlo meno che in passato. Con l'opposizione che sta facendo sembra che non sia mai stata al Governo, dimenticandosi anche alcuni provvedimenti che aveva approvato.
Tuttavia, devo riconoscere una cosa: sono stati smentiti quelli che pensavano che una volta tramontata la leadership di Umberto Bossi, la Lega si sarebbe quasi sciolta. Questo a mio parere non è vero. I leghisti hanno dimostrato che riescono a sopravvivere politicamente alla leadership del Senatùr. Mi pare che abbiano pure recuperato dei consensi negli ultimi sondaggi, sembrano ritornati nelle intenzioni di voto sopra il 10 per cento.

Bossi, in questo periodo, sembra far capire che l'alleanza con il Pdl non è più un caposaldo della sua politica. Lo fa in diversa maniera, magari attaccando l'assetto politico che c'è in Lombardia. Ma siamo sicuri che il rapporto tra Bossi e Berlusconi si sia veramente logorato?