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SCALFARO/ Il ricordo di un Presidente "discutibile"

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Ma nel 1993 anche Scalfaro fu coinvolto nel cosiddetto “scandalo del Sisde”, per una gestione di fondi riservati gestita con molta leggerezza. La sera del 3 novembre 1993, Scalfaro si presentò a sorpresa in televisione per un messaggio straordinario e pronunciò la famosa frase: “Non ci sto”. In quel messaggio parlò di gioco al massacro e diede una chiave di lettura dello scandalo come di una rappresaglia della classe politica travolta da Tangentopoli nei suoi confronti. Scalfaro fu scagionato, ma le code polemiche e anche giudiziarie (una denuncia di Filippo Mancuso per abuso di ufficio) continuarono. Poi cominciarono le vicende politiche più dirette. Le elezioni della Seconda repubblica, il Governo Berlusconi che venne interrotto e la nomina del Governo di Lamberto Dini, che è passato alla storia della “seconda repubblica” con il nome di “ribaltone”. Periodi difficili, impossibile oggi inquadrali correttamente. Indubbiamente Scalfaro fu un Presidente della Repubblica “interventista”.

Probabilmente fu corretto nel rispetto delle sue competenze costituzionali, ma certo non stette alla finestra di fronte all'evoluzione caotica della seconda repubblica.
Ha concluso la sua carriera politica come senatore del Partito democratico. Senatore a vita naturalmente, come gli spettava di diritto. Al momento, ripetiamo, un giudizio complessivo sarebbe affrettato. E il personaggio non era affatto un tipo semplice e accomodante. Nel 1950, giovane deputato democristiano, fu al centro di una vicenda che oggi andrebbe a ruba sui giornali di gossip. Il 20 luglio del 1950, al ristorante di Roma “da Chiarina” in via delle Vite, il giovane deputato Scalfaro redarguì severamente la signora Edith Mingoni in Toussan perché si era tolta un piccolo bolero e mostrava le spalle nude e probabilmente un petto prosperoso con una ampia scollatura. Seguì un incredibile “polverone” con sfide a duello, che Scalfaro rifiutò, e persino un articolo sull'Avanti del principe Antonio Focas Flavio Commeno De Curtis, in arte Totò. Robe da altra Italia, più divertenti certamente di quelle del 1992.



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COMMENTI
30/01/2012 - già che ci siamo... (francesco taddei)

non sarebbe interessante proporre l'intervento di Scalfaro nel '94 e di Napolitano qualche mese fa per una riflessione sul sistema presidenziale anche in italia? (per la cronaca esistono varie forme di presidenzialismo in europa, vedi francia, finlandia, portogallo)