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SCENARIO/ Folli: Monti, coi sindacati la partita decisiva

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

Questa è una partita in cui conteranno molto le capacità politiche, nel senso più alto del termine, del presidente del Consiglio.
Monti infatti è un eccellente tecnico, ma dovrà negoziare con i sindacati senza farsi imbrigliare e senza cadere nel vizio tipicamente italiano dei veti incrociati, portando andando avanti un programma di riforme indispensabili.
Non sarà facile. Il presidente del Consiglio ha già fatto capire di non avere simpatie per la concertazione vecchio stile, ma allo stesso tempo non è abbastanza forte da potersi disinteressare del punto di vista delle parti sociali.
Data la situazione non potrà fare altro che camminare lungo un sentiero molto stretto, dialogando con le parti sociali senza però smarrire la rotta.

E poi c’è la “fase due”: crescita e sviluppo.

È vero, anche se non dobbiamo pensare che la soluzione di questo rebus dipenderà soltanto da noi. Sono problemi talmente grandi che non possono essere risolti cercando di andare in controtendenza alla recessione dell’economia globalizzata. Dipenderà soprattutto dalla capacità dell’Europa di dare una risposta coesa e coraggiosa.
Certo, saranno indispensabili una serie di indicazioni forti da dare al sistema produttivo e agli investitori, ma su questo Napolitano e Monti hanno già dimostrato di avere le idee chiare.

La prova più difficile per Mario Monti resta perciò quella sindacale?

Direi proprio di sì. Monti dovrà avere grandi qualità politiche, senza snaturarsi. È un tecnico, un esperto autorevole ed è bene che lo rimanga a lungo.

(Carlo Melato)

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COMMENTI
03/01/2012 - ammortizzatori sociali (francesco scifo)

La Commissione che deve fustigare i deputati ha prodotto il suo risultato: è pubblicato oggi su tutti i giornali. Forse adesso questa berlina non è così casuale: serve ora a questo governo, ed alle forze che lo sostengono e che controllano tutti i mass media, per indebolire anche il Parlamento. Il governo potrà cosi far passare altre riforme per decreto legge, per esempio del lavoro con riduzione degli ammortizzatori sociali,senza che nessun parlamentare, etichettato come "casta", possa impedirlo, azzardandosi a votare contro l'ennesima fiducia in arrivo. Chi potrà infatti votare contro un governo di persone per bene che vuole solo il bene dell'Italia e che il centro sinistra ed il centro destra uniti hanno già scelto per noi? Siamo proprio all'epilogo del sistema democratico con il consenso, purtroppo, di chi non capisce o non vuole capire e degli stessi sindacati. Quando si vuole indebolire un potere dello Stato a beneficio di altre entità si rispolvera sempre la parola "casta". Certo i parlamentari sono oramai indifendibili ma, attenzione:indebolendo il Parlamento tramonta la Democrazia! E' singolare che nemmeno il Capo dello Stato invochi più l'incostituzionalità dei decreti legge a ripetizione in materie coinvolgenti i principi fondamentali del sistema: questo silenzio è assordante. Chi si azzarda a protestare viene subito zittito dal difensore di turno del governo che ha dalla sua la grancassa mediatica. Forse comincia a piacere a molti il silenzio delle dittature.