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SCENARIO/ Ostellino: tasse e lobby, l'Italia feudale di Monti

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Immagine d'archivio (Infophoto)  Immagine d'archivio (Infophoto)

Con gli autotrasportatori il governo tecnico ha completamente sbagliato linea. Prima li ha massacrati sotto il piano delle tasse e degli aumenti, poi gli ha passato qualche soldo sottobanco quando è scoppiata la protesta.
Non si governa in questo modo. La mediazione corporativa va eliminata e le corporazioni vanno ridotte, altrimenti diventano il luogo della mediazione di un potere politico che ammette di non avere capacità di direzione e gestione.
Intendiamoci, sotto il piano etico-politico, la protesta dei Tir era a mio avviso legittima, anche se ovviamente il blocco stradale è illegale e non dev’essere permesso. Ma lo Stato però deve porsi il problema della legittimità delle proprie tasse e chiedersi se esistono dei limiti.

Su questo fronte l’Agenzia delle Entrate prosegue con i suoi blitz ad alto valore simbolico. Dopo Cortina, la movida milanese…

E con questo torniamo infatti al punto da cui eravamo partiti, alla regressione verso un economia medievale e a quello che già diceva Locke nel 1690.
È semplicemente ridicolo che si vada a caccia di ricchi nei bar. Tutta l’operazione non è altro che uno specchietto per le allodole e per chi le tasse le paga.
Se volessero davvero trovare gli evasori con la macchina di lusso incrocerebbero i dati della motorizzazione con quelli della fiscalità. E invece si continua a usare l’invidia sociale per giustificare l’imposizione fiscale…

(Carlo Melato)



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