BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

IL PALAZZO/ Rotondi: caro Alfano, riparti da quell'"errore" di Martinazzoli

Gianfranco Rotondi (Imagoeconomica)Gianfranco Rotondi (Imagoeconomica)

Lo dico alla mia maniera? Bisogna rifare la Democrazia cristiana.

Cosa intende?


Non bisogna partire dal precipizio in cui era caduta la Dc, ma dalle possibilità che aveva e a cui rinunciò. La Democrazia cristiana, infatti, sarebbe potuta diventare quel Partito popolare che in Europa c’è ovunque, tranne che da noi.
Purtroppo la Dc italiana non fu capace di compiere questa evoluzione naturale, perché dominata da una sinistra interna che in fondo non era democristiana. E così, nel dover scegliere se lasciare al suo destino la sinistra o tentare un’impossibile mediazione prevalse in Martinazzoli questo secondo generoso tentativo, che purtroppo fallì. Nel bipolarismo non c’era infatti lo spazio per un “partito supermercato” in cui si poteva trovare la destra, il centro e la sinistra. Serviva invece una Dc di centrodestra, un’opzione che oggi il Pdl può cogliere, avendo già integrato la destra e altre espressioni laiche e socialiste.

Ci sarà spazio anche per Casini?

Troverei singolare che Casini non trovasse posto in una casa che espone il suo stemma di famiglia, che per tutti i democristiani del 2012 è quello del popolarismo europeo.
Il problema casomai sarà ragionare con lui nel modo giusto. Conoscendolo bisognerà dargli le garanzie che chiederà, giuste o sbagliate che siano…

E per Fini?

In politica ogni cosa ha il suo tempo e ad oggi non sappiamo quanto ne occorrerà per ricomporre uno strappo che sicuramente ha fatto male al Pdl e all’Italia.

E Berlusconi, dovrà rimanere al centro del partito o defilarsi pian piano per lasciare che Alfano spicchi il volo?

Intanto bisogna dire che Alfano vola già da solo e ha dimostrato di saper tenere bene l’aria. Senza Berlusconi però manca la pista d’atterraggio e il controllore di volo…

(Carlo Melato)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
04/01/2012 - Guardiamo l'essenziale (Giuseppe Crippa)

Un requisito per me essenziale per una sezione italiana del Partito Popolare Europeo (lo si chiami poi come si vuole) è uno statuto realmente democratico che ne regoli la vita interna. Mi andrebbe bene anche lo statuto del PdL se avessi avuto modo in questi anni di vederlo qualche volta messo in pratica.

 
04/01/2012 - consigli per rotondi (francesco taddei)

il nuovo partito popolare italiano dovrebbe essere un po' più liberale (basta con la difesa a oltranza degli ordini professionali) e un po' più attento all'interesse nazionale (rivedendo il nostro europeismo senza spirito critico). infine dovrebbe ricercare un nuovo rapporto con la lega (basta proclami di secessione). stiamo un po' a vedere.