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RICERCA/ Amadori (Coesis): quell’Italia al bivio tra nuovo Risorgimento e declino

Pubblicazione:sabato 7 gennaio 2012

Silvio Berlusconi e Mario Monti (Imagoeconomica) Silvio Berlusconi e Mario Monti (Imagoeconomica)

E' avvenuto in Argentina. Paese ricco negli anni Cinquanta, paese che era metà di immigrazione e che lentamente è scivolato dalla crisi economica a quella politica a quella di una depressione di massa, perdendo completamente la sua identità, non riconoscendo più la sua identità.

Vede questi sintomi in Italia al momento?

Al momento l'Italia è quasi asintomatica. Ma alcuni segni si possono vedere: nel fastidio di cui parlavo prima. Nella reazione come “coriandoli” delle persone, cioè in attegiamenti individuali. Persino nella narrazione di se stesso che faceva l'italiano un tempo: cercava di metabolizzare anche le anomalie sociali, i comportamenti sbagliati, con un po' di complicità e un po' di ipocrisia. Oggi in questo tipo umano l'italiano non si vede più. E si può anche dire che in Italia, non si vede più una reazione di sistema.

Che cosa provoca tutto questo?

Intanto, si nota una società che si smarrisce e poi un disagio sempre più latente verso la politica, verso qualsiasi progettualità. Noi viviamo oggi in un completo vuoto politico. Nessuno ha fatto caso a un autentico record italiano: siamo passati da uin governo retto da un personaggio molto pubblico e molto noto, a un governo di professori, di tecnici. E' come se fossimo un “malato in mano a dei chirurghi”. Credo che non sia mai capitato in tutto il mondo un fatto come questo.

Ma le persone che sono in simili situazioni come reagiscono?

Come reagiscono oggi le persone della “società liquida”. Vanno verso un declino inevitabile, perché hanno meno energia e diventano meno competitive. Quando si parlava degli italiani in una situazione border-line intendevo dire questo: siamo a un bivio.

Come sarebbe possibile?

Possiamo imboccare la strada di un “secondo Risorgimento”, per fornire un'immagine o possiamo andare verso un declino completo. Io vorrei dare una visione positiva, di speranza. Quando vedo queste situazioni sociali, mi viene sempre in mente un'antica leggenda, dove in un mondo sull'orlo della catastrofe, arrivavano sempre i 32 saggi che rimettevano tutto a posto.

(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
07/01/2012 - linee guida (francesco taddei)

per un nuovo risorgimento servono, secondo me, alcune cose: -una guida politica che sia in grado di dare un'idea chiara della società (socialista o liberale)e che sia messa in condizione di governare -una serie di riforme per snellire lo stato dai corpi intermedi (questi sì vero leviatano) -per una società liberale (come spero avvenga) occorre una rivoluzione culturale: ricerca significa selezione: risorse mirate per l'eccellenza, fine degli stipendifici.