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WELFARE/ 2. Dal Pd alla Camusso, ecco le basi di un accordo

Pubblicazione:sabato 7 gennaio 2012 - Ultimo aggiornamento:domenica 8 gennaio 2012, 11.01

Manifestazione sindacale (Infophoto) Manifestazione sindacale (Infophoto)

È legato ai prossimi tre mesi, al funzionamento del sistema finanziario internazionale, al ruolo che devono avere le banche nella gestione del credito alle imprese e alle famiglie. Inutile stare a girare attorno a tanti altri problemi, il nodo della questione è soprattutto questo. E non dipende ovviamente solo da noi, dipende dall'Europa nel suo insieme.

È per questa ragione che Monti è volato improvvisamente a Bruxelles e si prepara agli incontri con Nicolas Sarkozy e Angela Merkel?

Credo che Monti, dopo che la manovra che ha varato e dopo aver messo in sicurezza i conti italiani, sia andato a concertare un'azione coordinata dell'Europa, anche un diverso ruolo della Bce. L'Italia ha fatto tutto quello che era possibile, ora tocca anche agli altri trovare soluzioni comunitarie. Ogni giorno che passa, arrivano avvisi di pericolo: la situazione della Spagna, il collasso del'Ungheria. Gli stessi grandi Paesi sono oggettivamente in difficoltà.

Lei teme che ci possano essere dei contraccolpi di carattere sociale in una situazione come questa?

Il clima non è dei più belli. E francamente non vorrei che si scambiasse l'acquiescenza dell'opinione pubblica in questo momento come un fatto scontato. Se si guarda bene, se si parla con le persone, si comprende che sotto questa acquiscenza c'è la brace accesa. Bisogna fare molta attenzione, perché può bastare pochissimo ad accendere delle fiammate di rabbia sociale che possono diventare incontrollabili.

(Gianluigi Da Rold)



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