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BERLUSCONI/ 1. Lupi: il passo indietro è vero, così farà rinascere il centrodestra

Pubblicazione:mercoledì 10 ottobre 2012

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Per fare un partito occorre individuare valori, ideali e un programma da condividere, oltre a persone credibili che lo rappresentino. Dopo di che, la strada che si sceglierà di percorrere potrebbe consistere, effettivamente, nel Ppe, ma anche in un’aggregazione in grado di proporsi agli elettori in maniera nuova e credibile. Ma questo si vedrà solo col tempo.

In ogni caso, quale dovrebbe essere la base programmatica da cui partire al fine di costruire un nuovo partito o una semplice alleanza?

A fronte della sfida che la crisi ci pone, dobbiamo anzitutto ricostruire un tessuto sociale e identitario che si fonda su valori quali la centralità della persona, l’importanza dell’educazione, e la famiglia come punto di riferimento, anche nella sua funzione di  primo grande ammortizzatore sociale. Detto ciò, la nostra area dovrebbe ribadire come Stato e la società non siano in alternativa, così come non lo sono la sussidiarietà e la solidarietà. 

Berlusconi ha aperto al Monti bis. Crede anche lei, tuttavia, che, eventualmente, dovrebbe candidarsi?

E’ evidente. Monti è una risorsa per il nostro Paese, e la sua forza consiste nell’essere terzo rispetto agli schieramenti politici. Tuttavia, non dobbiamo avere paura della democrazia e se si decidesse che può fare il presidente del Consiglio occorrerebbe che si candidasse. In ogni caso, sarebbe un errore tirarlo per la giacca ora, prima ancora di capire come si sarà evoluta la situazione.  

Crede che si dovrà proseguire l’agenda Monti?

Anche lui ha capito che il problema del Paese è la crescita e con la tassazione che abbiamo, si rischia di inasprire la fase recessiva; in tale senso, l’agenda Monti va assunta, emendata, ma non tradita.  

Cambierete la riforma del lavoro e quella delle pensioni?


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COMMENTI
11/10/2012 - Un passo avanti (Daniele Scrignaro)

Che un passo indietro (un di meno) farà rinascere il centro destra non esiste né in cielo né (tantomeno) in terra. Ci vuole un di più. E’ stato detto in tanti modi: condivisione e convivenza, koinonoi – cointeressati in una comunione di beni –, al servizio del bene comune, etc. Non si può essere “professionisti” nella politica senza un rapporto sistematico e critico con gli elettori. Un ventennio di nominati, dall’isolamento della torre eburnea sapevano loro cos’era meglio per il popolo – in qualche modo, “bue” e afono nel senso che tirava la carretta tacendo. E i vari Solone che adesso dicono “si sapeva”, “era prevedibile” dove erano all’inizio della crisi? Se non c’è confronto con la gente comune sui problemi reali, se non c’è neppure quel minimo di intelligenza – “umiltà” è parola grossa, ma anche “buon senso” – per copiare dai paesi che vanno bene, se c’è solo “creatività” – per cui noi, unici, inventiamo “centro”sinistra e “centro”destra facendo finta di non sapere che non possono sussistere per definizione (e dopo vent’anni la farsa prosegue) –, come si fa a “individuare valori, ideali e un programma da condividere oltre a persone credibili che lo rappresentino”? Per inciso, pensavo che i politici dovessero rappresentare chi li elegge e non il partito.

 
10/10/2012 - consiglio a lupi e mauro (francesco taddei)

tra i valori di riferimento sarebbe il caso di aggiungere l'orgoglio di essere italiani, l'europa come alleanza tra nazioni e la difesa degli interessi nazionali strategici, opponendosi allo smembramento delle fabbriche per ricostruirle in altri paesi, anche dell'ue.

 
10/10/2012 - Quanti (agostino nonini)

Una semplice domanda a Lupi (che non riguarda lui personalmente): quanti devono fare un passo indietro, perché nasca un centrdestra decente?