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BERLUSCONI/ 1. Lupi: il passo indietro è vero, così farà rinascere il centrodestra

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Vedremo che risultati fornirà il monitoraggio della riforma Fornero; la preoccupazione di tutti è che le rigidità in entrata che ha introdotto creeranno  nuovi disoccupati. Eventualmente, quindi, la modificheremo individuando i criteri che consentano alle imprese di stare sul mercato rispettando i criteri imposti dalla competizioni internazionale, di aumentare le tutele e di creare occupazione. Sul fronte delle pensioni, invece, crediamo vada risolto il gravissimo problema degli esodati. Non, tuttavia, come sta facendo il Pd. Non è pensabile, infatti, aggravare ulteriormente il bilancio pubblico.

Fino a ieri la priorità sembrava consistere nell’azzeramento del Pdl. L’ipotesi è ancora in cantiere?

Credo che il gesto di Berlusconi, benché non risolva tutti i problemi, li indirizzi sulla strada giusta. Anche perché, se si azzera il Pdl, da dove si riparte? Il gesto di Berlusconi, invece, insegna che si può ricominciare da una concezione della politica e dei partiti che non coincida tanto con un progetto di potere, quanto con il servizio al proprio Paese e la disponibilità a fare passi indietro.

La questione morale, tuttavia, così facendo non si estirpa in sei mesi…

Non possiamo pensare che sia sufficiente stilare nuove regole per sistemare tutto. Per ripartire occorre che ciascuno si chieda ove risiede la sua consistenza, e cosa possa richiamarlo tutti giorni allo scopo per cui si fa politica. La questione morale, quindi, si risolve mantenendo vive le ragioni per le quali si è deciso di fare politica. Detto questo, occorre poi giudicare e affermare chiaramente che se uno sbaglia oltre certi limiti o se il suo modo di vedere le cose non coincide con quello del partito, allora non può farne parte. 

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
11/10/2012 - Un passo avanti (Daniele Scrignaro)

Che un passo indietro (un di meno) farà rinascere il centro destra non esiste né in cielo né (tantomeno) in terra. Ci vuole un di più. E’ stato detto in tanti modi: condivisione e convivenza, koinonoi – cointeressati in una comunione di beni –, al servizio del bene comune, etc. Non si può essere “professionisti” nella politica senza un rapporto sistematico e critico con gli elettori. Un ventennio di nominati, dall’isolamento della torre eburnea sapevano loro cos’era meglio per il popolo – in qualche modo, “bue” e afono nel senso che tirava la carretta tacendo. E i vari Solone che adesso dicono “si sapeva”, “era prevedibile” dove erano all’inizio della crisi? Se non c’è confronto con la gente comune sui problemi reali, se non c’è neppure quel minimo di intelligenza – “umiltà” è parola grossa, ma anche “buon senso” – per copiare dai paesi che vanno bene, se c’è solo “creatività” – per cui noi, unici, inventiamo “centro”sinistra e “centro”destra facendo finta di non sapere che non possono sussistere per definizione (e dopo vent’anni la farsa prosegue) –, come si fa a “individuare valori, ideali e un programma da condividere oltre a persone credibili che lo rappresentino”? Per inciso, pensavo che i politici dovessero rappresentare chi li elegge e non il partito.

 
10/10/2012 - consiglio a lupi e mauro (francesco taddei)

tra i valori di riferimento sarebbe il caso di aggiungere l'orgoglio di essere italiani, l'europa come alleanza tra nazioni e la difesa degli interessi nazionali strategici, opponendosi allo smembramento delle fabbriche per ricostruirle in altri paesi, anche dell'ue.

 
10/10/2012 - Quanti (agostino nonini)

Una semplice domanda a Lupi (che non riguarda lui personalmente): quanti devono fare un passo indietro, perché nasca un centrdestra decente?