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MANOVRA/ Bersani: con la legge di stabilità, il Cdm mette a rischio scuola e sanità

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Il leader del Partito democratico Pierluigi Bersani interviene sulla manovra appena varata dal Consiglio dei ministri esprimendo alcune perplessità. Secondo lui, infatti, nonostante possa ritenersi soddisfacente l’ipotesi di abbassare le aliquote Irpef più basse (dal primo gennaio del 2013 quella al 23% scenderà al 22%, quella al 27 al 26%) si è detto convinto del fatto che occorre prestare molta attenzione a quanto accadrà sul fronte dei tagli. Anzitutto, per quanto riguarda la sanità, ove si produrranno ripercussioni per tutti i cittadini, e la scuola e dove, secondo Bersani, c’è il rischio che tra le 6.300 e le 6.400 persone perdano il posto di lavoro. «Vogliamo capire bene la questione sociale», ha dichiarato, facendo presene che, oltre ai licenziamenti stimati, secondo  quanto gli risulta andrà a finire che gli insegnanti di sostegno lavoreranno più ore di quelli di latino e greco. «Vogliamo chiarimenti e siamo pronti ad intervenire per delle correzioni», ha detto. Decisamente più dura la reazione del leader di Sel, nonché, primo alleato di Bersani, Nichi Vendola, che ha fortemente criticato il provvedimento assunto dalla compagine tecnica, definendo i tagli alla sanità inaccettabili. Secondo il governatore pugliese, con questa manovra viene messa addirittura in dubbio il diritto alla sopravvivenza, nonché il diritto costituzionale alla salute. Secondo lui, la strategia del governo è quella di mettere la sanità nell’assoluta impossibilità di agire, per renderla a tal punto in ginocchio da rendersi necessario un massiccio intervento privato. In sostanza, secondo Vendola, lo scopo del governo è quello di privatizzare la sanità. Dello stesso avviso è la Cgil. Secondo il principale tra i sindacati confederali, siamo di fronte ad colpo durissimo, sia ai servizi pubblici che ai lavoratori che ne fanno parte. Secondo la segretaria generale, Susanna Camusso, «il governo Monti ha un atteggiamento ottuso e distante dalla realtà, sembra perseguire l'aggravamento delle condizioni materiali degli italiani ed è ormai chiaro che intende fare a pezzi il nostro sistema di Welfare».

 


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