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AFFARI & POLITICA/ Un antidoto a stelle e strisce contro il virus della 'ndrangheta

I banchi del Senato (Foto: Infophoto) I banchi del Senato (Foto: Infophoto)

L’opinione pubblica sa perfettamente tutto questo; una parte vota per convinzione e altra parte vota per convincimento momentaneo. Ecco perché i candidati alla Casa bianca devono parlare a tutti i cittadini e si devono confrontare in ben tre dibattiti pubblici. Da ciò che dicono, così come dall’impressione che riescono a trasmettere, dipende il loro successo. Ogni giorno, poi, l’eletto è sottoposto a verifica e il suo comportamento è passato al vaglio dell’opinione pubblica e, quando qualche notizia particolare viene fuori, il Presidente viene censurato dai giornali e può finire sotto inchiesta. È accaduto a Nixon e a Clinton, in modo equanime.

Allora, siamo diventati americani pure noi? La risposta è no. In America questa dimensione materiale della politica, e – se si vuole – priva di implicazioni ideologiche, è pur sempre accompagnata dal rispetto dei principi americani del buon governo, che valgono per tutti i presidenti e sono: il rispetto della libertà, la possibilità offerta a tutti di farsi una posizione, la sicurezza nella propria casa e l’idea che bisogna mantenere alto il potere internazionale dell’aquila di Washington. Inoltre, l’esercizio del potere pubblico è accuratamente bilanciato da alcuni principi di comportamento la cui violazione determina le dimissioni o l’inchiesta giudiziaria, ad esempio non accettare regali, neppure simbolici, durante il mandato; non danneggiare, sia pure indirettamente, il proprio avversario politico; non dare luogo a scandali sessuali; ecc.

Ecco, nel nostro paese sarebbe sufficiente che l’opinione pubblica comprenda a che cosa serve la politica e che stabilisca uno statuto dell’uomo politico più preciso, senza bisogno che a ricordarglielo siano i pubblici ministeri. Quando ciò accadrà, non a breve, l’Italia ritroverebbe la sua democrazia, senza ideologia, senza infingimenti, ma anche senza grande malaffare.

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COMMENTI
11/10/2012 - Ci vorrebbe una legge, ma... (Giuseppe Crippa)

In Parlamento c'è un partito che sembra remare contro l'approvazione del ddl anticorruzione, o mi sbaglio?

 
11/10/2012 - ci vorrebbe una legge (francesco taddei)

questo statuto dell'uomo politico è in corso di approvazione in parlamento, riguarda il traffico di influenze e l'incandidabilità dei condannati dopo il primo grado di giudizio e degli amministratori che lasciano un buco di bilancio. si chiama "ddl anticorruzione".