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IL CASO/ La "testa" di Formigoni mette d'accordo Berlusconi, Casini e Maroni

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Per uno come Berlusconi stare all’opposizione sarebbe la cosa peggiore per la sua storia politica, per le sue aziende e per il suo modo di concepire se stesso. Sta facendo di tutto, di conseguenza, per non far vincere o per far vincere di poco la sinistra.

Fino a pochi giorni fa era opinione comune che lo scopo di Berlusconi, consapevole di non poter vincere, fosse quello di fare una grande coalizione, per poi farne parte alla pari degli altri.

La grande coalizione si farà se non ci sarà una maggioranza politica. Una situazione che potrebbe essere favorita da una correzione in senso estremamente proporzionale della legge elettorale. Già di per sé, aver abbassato il premio di maggioranza al 12,5% va in questa direzione. Spinge i partiti ad avere un po’ meno interesse a coalizzarsi. E’ pur vero che il fronte dei moderati, da Casini a Storace, compresa la Lega, potrebbe ottenere fino al 53%. Ma si tratta di sondaggi che, letti oggi, lasciano il tempo che trovano.

L’accordo sulla legge potrebbe essere messo in discussione dalle frizioni tra Lega e Pdl in Regione Lombardia?

Credo che dopo quanto accaduto ieri, la trattativa dovrà procederà su più fronti; d’altro canto, se l’alleanza si ricostituisse, lo farebbe a tutti i livelli, dallo Stato ai Comuni, passando per le Regioni. Prima che il testo di legge arrivi all’aula del Senato, quindi, verosimilmente i leghisti pretenderanno la testa di Formigoni. 

 

 

(Paolo Nessi)

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