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Politica

TAGLIO ALLE REGIONI/ Sanità e scuola, ecco cosa cambia con la Legge di stabilità

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E’ giusto chiedere a tutte le Regioni di contribuire. Ma ciascuna secondo la propria storia e le proprie caratteristiche.

Concretamente, cosa significa?

Si sarebbe dovuto continuare sulla strada dell’identificazione dei costi standard che potessero agire da parametro di riferimento a cui legare i trasferimenti; si sarebbe dovuto premiare le Regioni che li rispettavano e, viceversa, sanzionare quelle che sforavano. Il che, avrebbe ottenuto ottimi risultati e prodotto la responsabilizzazione degli amministratori locali. Francamente, il perché si sia deciso di agire in tutt’altra maniera è per me un mistero. Non riesco a individuare alcuna motivazione logica.

Anche alla luce della recente controriforma del titolo V, trova che si stia agendo secondo un’ottica statalista?

Anche le reazioni agli scandali che stanno travolgendo diverse regioni, effettivamente, procedono in questa direzione. Sta passando il concetto per cui è meglio che il controllo sia centralizzato, perché più equo. Una follia. La spesa sanitaria dal 1980 al 2001, quando con la riforma del Titolo V è stata delegata alle Regioni, è aumentata ininterrottamente. 

 

(Paolo Nessi)

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