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INTERCETTAZIONI/ Napolitano non è il re? Ma neanche la magistratura…

Il capo dello Stato Giorgio Napolitano (InfoPhoto) Il capo dello Stato Giorgio Napolitano (InfoPhoto)

Interloquire con Mancino, ex presidente del Senato, ex ministro ed ex vicepresidente del Csm, è da considerarsi, ovviamente, tra le attività che competono al presidente della Repubblica per poter esercitare il proprio mandato. Si tratta della sfera di attribuzione funzionale alle prerogative del capo dello Stato. La telefonata sarebbe stata di tutt’altra natura se dall’altro capo del telefono ci fossero stati, per intenderci, un suo parente stretto, un amico o un conoscente. In tal caso, si sarebbe trattato di una semplice chiamata privata. La questione del monarca, quindi, non c’entra nulla. Casomai, riguarda la magistratura. 

Cosa intende?

Nello schema della Procura, la magistratura, nel momento in cui intercetta, avrebbe facoltà di stabilire in cosa consistano le attribuzioni del capo dello Stato e in cosa non consistano. E nessuno dovrebbe poter contestare un tale giudizio. Se così fosse, saremmo di fronte ad una sorta di assolutismo della magistratura. Se passasse tale principio, si altererebbe profondamente l’equilibrio tra poteri, sbilanciandosi eccessivamente a favore dei magistrati.  

Tuttavia, non crede che, a questo punto, si ponga un problema di fumosità della disciplina che limita l’ambito della attribuzioni del presidente della Repubblica?

E’ difficile stabilire a priori quali tipologie di attività rientrino nell’esercizio delle sue funzioni, se non addirittura impossibile. Ci si può arrivare, al limite, per via interpretativa.

Le pare normale, in ogni caso, che le 4 intercettazioni che riguardano Napolitano, su un totale 9.295 delle telefonate di Mancino (è stata la Procura stessa a rivelare questi dati su richiesta della Consulta), ancora non siano state distrutte? 

Secondo l’interpretazione del Quirinale, le intercettazioni erano state effettuate nell’ambito dell’esercizio delle funzioni di Napolitano, secondo la Procura, tale esercizio non si identificata e, di conseguenza, prima di procedere alla distruzione occorre l’udienza.

Crede che la vicenda nel suo complesso, e a maggiore ragione alla luce della tesi difensiva della Procura, rischi di indebolire il ruolo di Napolitano?

Direi di no. Comunque vada, la vicenda si chiuderà a dicembre. E gli argomenti della Procura sono talmente deboli che non sortiranno alcun effetto.

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