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PREFERENZE "SI’"/ Gasparri (Pdl): un sistema imperfetto ma migliore degli altri

Pubblicazione:sabato 13 ottobre 2012

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No. La criminalità organizzata è in grado di condizionare qualsiasi tipo di competizione elettorale. Mi meraviglia, tuttavia, il fatto che nessuno, tra coloro che attribuiscono alle preferenze particolare capacità di attrarre fenomeni criminosi, abbia mai proposto di abolirle anche per le elezioni comunali, regionali ed europee. Nei giorni scorsi, oltretutto, anche la sinistra ha approvato al Senato un disegno di legge che ha rafforzato le preferenze nel caso delle amministrative, introducendo una seconda scelta, purché di genere diverso dalla prima.  

In ogni caso, il problema non può rimanere ignorato

Certo che no. I comportamenti illegali vanno perseguiti con durezza, sia inasprendo le sanzioni per chi traffica con i voti, sia irrobustendo i poteri delle istituzioni preposte alla sorveglianza e al controllo. L’alternativa, per avere la certezza di non avere infiltrazioni o voti di scambio, è quella di abolire del tutto le elezioni.

Come mai al Pd le preferenze sono così invise?

Pensano gli convenga il sistema dei collegi perché, storicamente, sono sempre riusciti a mantenere un certo grado di coesione su un determinato candidato; oltretutto, sono abituati ad un sistema in cui è il partito a imporre le scelte. D’altro canto, il Partito Comunista, anche con le preferenze, imponeva agli elettori chi votare città per città tra i vari candidati.

Dicono che chi, in seno al Pdl, contrasta le preferenze, lo fa per paura di non essere rieletto. O per il timore che gli equilibri nel partito si spostino in favore di voi ex An, notoriamente più bravi a stare sul territorio

Questo non è vero. Se lo fosse, nei Comuni e nelle Regioni ci sarebbe ovunque una maggioranza schiacciante di ex An. Può essere verosimile, invece, che alcuni, non abbiano l’abitudine a questo tipo di competizione, essendo sempre stati eletti in liste bloccate.

 

(Paolo Nessi)

 



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