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Politica

LEGGE ELETTORALE/ Pasquino: l’uninominale è meglio delle preferenze

Alcune schede elettoraliAlcune schede elettorali

La ‘Ndrangheta può condizionare i partiti, ma per la scelta dei candidati nei collegi c’è la possibilità di ricorrere alle primarie. C’è inoltre sempre l’eventualità che qualche dissenziente denunci che un certo candidato è sostenuto dalla criminalità organizzata, e che decida di sfidarlo candidandosi a sua volta. In questo modo aumenta la trasparenza del sistema e per la criminalità organizzata diventa più complicato riuscire a controllare chi vincerà. Occorrono inoltre partiti in grado di non candidare personaggi collusi, esercitando un controllo che si sommi a quello di magistratura e polizia.

 

Che cosa impedisce che la malavita condizioni le primarie?

 

In linea teorica può avvenire anche questo, ma da quello che sappiamo in realtà le cose sono ben diverse. I candidati delle primarie sono selezionati in quanto devono raccogliere delle firme tra gli iscritti. Inoltre non si tratta di sconosciuti e quindi il partito, nel caso in cui si rendesse conto che c’è un pre-inquinamento, può anche decidere di non permettere quella candidatura.

 

Per quale motivo i collegi uninominali non sono stati inseriti nella nuova legge elettorale?

 

Perché il centrodestra è convinto che con i collegi uninominali perderà, mentre con il proporzionale potrebbe vincere. Non riesco a capire per quale motivo dovrebbe andare così, se non in quanto Pdl e Lega non avrebbero persone sufficientemente conosciute, per potere entrare in un collegio uninominale con ragionevoli possibilità di vittoria. Ma continuo a pensare che le cose non stiano così. Un candidato leghista in un collegio uninominale, nelle zone dove il Carroccio è sufficientemente forte, potrebbe vincere magari non al primo turno ma al secondo. Ritengo quindi che il no del centrodestra all’uninominale sia una posizione ideologica e controproducente.

 

(Pietro Vernizzi)

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