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DIETRO LE QUINTE/ Così Berlusconi e le coppie gay "preparano" il nuovo centro

Silvio Berlusconi e Pierferdinando Casini (Foto: Infophoto) Silvio Berlusconi e Pierferdinando Casini (Foto: Infophoto)

Ma è arrivato il momento di ritrovare il coraggio delle proprie azioni, se non è troppo tardi. Tutto frana, basta guardarsi intorno, e se c’è tanto da salvare – è vero – non è il momento di impuntarsi e di chiudersi a riccio, semmai quello di una sana autocritica, nel Pdl. Per poter costruire su basi nuove, proprio per salvare − su basi nuove − la parte buona del lavoro profuso, inquinato da compagnie imbarazzanti, piccole convenienze, prassi discutibili e cieche obbedienze.

E in queste ore viene in aiuto il ben noto e proverbiale autolesionismo della sinistra. Dovevano fare la carta d’intenti comune per le primarie allo scopo di vincolare anche Vendola all’agenda Monti. Il risultato invece è che non si vincola più neanche il Pd, per non dare un dispiacere alla Cgil e allo stesso Vendola. Non c’è traccia, infatti, della parola Monti nel documento unitario dei candidati alle primarie, mentre sono tutti d’accordo sulla regolamentazione delle coppie gay. Stando così le cose Casini lo hanno rispedito per forza di cose nell’altra metà campo da cui proveniva, e se Berlusconi si farà davvero da parte, e se la parte migliore del Pdl prenderà in mano la situazione, il partito unico dei moderati nel solco del Ppe potrebbe davvero essere più vicino.  

 

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