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ANTI CORRUZIONE/ Il Governo chiede la fiducia: presente anche Mario Monti

Il governo ha chiesto la fiducia sul decreto legge anti corruzione. L'intervento del ministro della giustizia Paola Severino che risponde agli attacchi delle parti politiche

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Voto di fiducia sul maxi emendamento anti corruzione. Lo ha chiesto il governo. Il ddl è ogni in discussione al senato, dove è presente anche il capo dell'esecutivo Mario Monti. La conferenza dei capigruppo sta adesso decidendo i tempi per il voto. Il ministro della giustizia Paola Severino è intervenuta in aula per spiegare e replicare alle critiche che le sono arrivate nei giorni scorsi sul testo in questione. Ha voluto intanto spiegare che il tema della incadidabilità dei politici già condannati verrà affrontato appena il ddl sarà approvato, promettendo di agire con assoluta tempestività. A proposito delle critiche sui tempi e sui contenuti del testo, il ministro ha voluto dire che  si è sentita in dovere di intervenire per sottolineare come questo governo sia fatto di persone oneste e non di amici degli amici dei corrotti. Ci sono accuse, ha detto, che esaltano le forme di demolizione presenti nel paese e che gli impediscono di crescere. Per alcuni, questa risposta era indirizzata in modo particolare alle critiche giunte da parte dell'Idv. Non è vero, ha aggiunto, che si sono persi dei mesi dietro a questo decreto: "Fare i grilli parlanti è uno sport molto diffuso, anche io appartenevo a questa categoria, bisogna passare qui dentro per capire la fatica che c'è dietro ad ogni provvedimento". Uno degli scopi principali ha detto ancora era mantenere l'equilibrio delle pene senza eccessi né versoio basso né verso l'alto. La pena giusta, ha detto il ministro, si costruisce tenendo conto dei valori da tutelare. Questo governo mantiene i propri impegni: "Confido che la Camera adotti lo stesso atteggiamento sul tema della incandidabilità su cui c'è stato un preciso impegno del governo ad accogliere ordini del giorno per attuare". Ha parlato anche il ministro del pubblica amministrazione Patroni Griffi dicendo che la corruzione mina alla radice il principio di uguaglianza, il quale significa pari opportunità per tutti i cittadini nel poter concorrere a realizzare le loro aspirazioni. La corruzione, ha aggiunto, altera il sistema economico e i meccanismi del mercato determinando costi impropri ma anche con ricadute di tipo etico