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IL CASO/ Barbato (Idv): Formigoni e Scopelliti in campo di concentramento (video)

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E' polemica per le parole usate dal deputato Francesco Barbato, esponente dell'Italia dei valori, nel corso del suo intervento oggi in aula. Parole forti che sono state riprese dallo stesso capogruppo del partito di Barbato, Massimo Donadi che ha chiesto esplicitamente che Barbato lasci l'Idv. O se ne va lui o me ne vado io, ha detto. Ma cosa è successo? Barbato, che non è nuovo a intemperanze di questo tipo (poco tempo fa fu espluso dall'aula dal presidente Fini per aver insultato il governo; uscendo dall'aula Barbato aveva poi mostrato il dito medio ai deputati del partito democratico) stava intervenendo sul tema della malasanità. In particolare su quanto accade in Calabria dove la giunta regionale è sotto accusa. Barbato aveva parlato di "normalizzare la Calabria" e in particolare il presidente Scopelliti. Non pago ha voluto aggiungere nel suo discorso anche il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni. Normalizzare la Calabria, ha aggiunto, "significa eliminare immediatamente Scopelliti e Formigoni". Ha detto dunque che sia Scopelliti che Formigoni vogliono tornare in campo: "Io li farei tornare, ma in un campo di concentramento", sono state le sue parole. Immediata come detto la reazione del suo capogruppo Donadi che ha attaccato direttamente barbato: "Evocare in aula i campi di concentramento per i corrotti va oltre il cattivo gusto o Barbato se ne va, o mi dimetto". Dell'episodio per il momento non si registrano altri commenti, in special modo dallo stesso Barbato che come detto non è nuovo a interventi di questo tenore, insulti e volgarità di medio livello. Nell'episodio precedente da noi citato, aveva urlato che il governo aveva rotto i c… Oltre al dito medio mostrato ai suoi colleghi del Pd. Come detto, Gianfranco Fini lo aveva espluslo immediatamente dall'aula: "Lei non può usare in quest'Aula un linguaggio da trivio" aveva detto. Anche allora erano arrivate le scuse di esponenti dell'Idv, ma a quanto pare non sono servite abbastanza. L'onorevole è ricaduto nelle sue stesse intemperanze e ancora una volta a scusarsi per lui è il suo partito.



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