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LOMBARDIA/ Formigoni: certi "poteri" non vogliono un cattolico a capo della Regione

Pubblicazione:mercoledì 17 ottobre 2012

Roberto Formigoni (InfoPhoto) Roberto Formigoni (InfoPhoto)

Il Carroccio è riuscito in quello in cui ha fallito, per quattro elezioni di fila, la sinistra: instradare il Celeste impero sul viale del tramonto. Senza la Lega, il fuoco incrociato di stampa e magistratura probabilmente non sarebbe stato sufficiente. Va dato loro atto, tuttavia, di aver prodotto attorno al governatore un buon numero di accuse. Molte delle quali devono aver condizionato anche opinionisti da sempre maestri di equilibrio, come Antonio Polito. Il quale, dalla pagine del Corriere della Sera, afferma che di fronte «ad un’ndrangheta che detta legge a Milano» Formigoni avrebbe dovuto obbedire al dovere di «fermarsi e invocare l’igiene della democrazia» . Abbiamo chiesto direttamente a Formigoni cos’ha da dire in proposito.

Cosa risponde a Polito?

E’ falso che l’ndrangheta detti legge. La mia amministrazione regionale, fin dagli anni 2004-2005, ha promosso una serie di accordi con le Prefetture, il ministero dell’Interno, la Guardia di Finanza e la Polizia di Stato volti a prevenire qualunque infiltrazione della criminalità organizzata, ad aiutare gli imprenditori ad essere avveduti e circospetti e, eventualmente, a metterci a loro disposizione laddove subiscano vessazioni. Da quando abbiamo vinto l’Expo, inoltre, abbiamo implementato ulteriori tutele; le ricordo che sono stato io a segnalare come sospetto il fatto che una delle ditte che aveva vinto un appalto avesse operato uno sconto superiore al 40%. Su mio impulso si è andati a fondo e l’azienda in questione è stata obbligata a presentare una serie di ulteriori garanzie.   

Eppure, la mafia, in Lombardia, c’è.

Siamo la capitale economica del Paese. Il 40% degli investimenti effettuati - una percentuale altissima - è pubblico: stiamo costruendo la Pedemontana, la Brebemi, la Tangenziale est di Milano, l'alta velocità, abbiamo costruito sette nuovi ospedali; a questo si aggiunge la ricchezza tipica della Regione. Tutte cose di cui andare orgogliosi. Ma che, evidentemente, attirano contro di noi la mafia. La Lombardia non è una Regione mafiosa, ma è aggredita dalla mafia. Ne siamo consapevoli e possiamo affermare che nessun’altra Regione ha preso così tanti provvedimenti per combatterla.

E Zambetti? Lei poteva non sapere?

Che mezzi di indagine avrebbe un presidente per indagare i suoi assessori? Solo la magistratura può disporre pedinamenti o intercettazioni. Sta di fatto che, curiosamente, la richiesta d’arresto di Zambetti fu formulata l'8 novembre 2011. Pare, addirittura, che ci fossero dei sospetti su di lui già nel 2009. Allora, mi domando: perché non si è intervenuti subito? Inoltre, siccome vige la regola della collaborazione tra istituzioni, perché non è stato segnalato nulla al presidente della Regione?

Lei che risposta si dà?

Lascio la risposta all’opinione pubblica.

In ogni caso, al di là dei mezzi per gli accertamenti di natura giuridica, la sua frequentazione politica con Zambetti non era tale da consentirle di capire se avesse a che fare con una persona onesta o meno? 


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COMMENTI
19/10/2012 - Mafia e Regione (Francesco Cacopardi)

Che la magistratura militante debba trovare qualcosa da fare per restare sui giornali è cosa nota: seconda l'aurea regola che la sinistra adula e poi uccide e la destra non difende sa che sparare alla politica oggi è affare da ragazzi. Tuttavia ha dovuto trovare l'accusa di mafia per abbattere quello che era e resta un buon governo. Ora qualcuno dovrebbe spiegarci come mai in nessun altra parte del paese ci siano problemi di questo tipo: Ndrangheta in Calabria? Sacra Corona Unita? Mafia siciliana? Camorra? In nessun altra parte del paese e dello Stato sono un problema, in Lombardia invece, la zelante magistratura è sul pezzo: chiede un arresto (doveva essere una situazione proprio grave per l'ordine pubblico, no?) e ne dà esecuzione un anno dopo! E' questa una delle assurdità che impediscono al nostro paese di ragionare seriamente di politica e politiche. Le rivoluzioni nella storia sono avvenute per molto molto meno...

 
17/10/2012 - amici e nemici (agostino nonini)

Formigoni difende con forza e orgoglio la sua azione amministrativa: è giusto e fa bene a farlo.L'affermazione però che viene attaccato perché cattolico (non era meglio dire di CL?) mi sembra piuttosto debole. In Italia, purtroppo, avviene piuttosto l'opposto secondo la regola di Enrico IV, secondo il quale, "Parigi val bene una Messa". E poi in Lombardia, da quando è stata istituita la regione, non hanno governato sempre, esluse brevi parentesi, presidenti cattolici? Formigoni dovrebbe sapere (veramente lo sa) che, in politica, vale sempre il detto "Dagli amici mi guardi Dio che dai nemici mi guardo io".