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LOMBARDIA/ Polito: Formigoni, che errore quel mandato di troppo...

Pubblicazione:mercoledì 17 ottobre 2012

Antonio Polito (infoPhoto) Antonio Polito (infoPhoto)

La prima ragione consiste nell’incertezza della leadership di Maroni che, sin qui, non ha dato brillante prova di sé. Per intenderci, un federalista non va a Roma a decidere il destino della Lombardia. Questa posizione è stata sconfessata dalla base del partito che non ha ritenuto tollerabile lasciare che si persistesse in quella situazione; la seconda ragione, invece, potrebbe consiste in un patto tra Pdl e Lega per allearsi alle politiche in cambio della possibilità per Maroni di correre alla presidenza della Lombardia. E’ pur vero, d’altro canto, che il Carroccio si troverebbe, nel suo periodo di minor forza elettorale, con in mano le tre principali Regioni del Nord. Dubito che il Pdl lo permetterà.

La sinistra, dal canto suo, dispone un modello alternativo a quello formigoniano?

Non credo che sia in grado di vincere le elezioni, né che sia in sintonia con l’anima profonda lombarda. Dubito che un’operazione Pisapia potrebbe riuscire vincente su scala nazionale.

Crede, in generale, che le infiltrazioni possano essere responsabilità non solo della politica?

Le inchieste stanno rivelando una penetrazione della ’ndrangheta sorprendente. Quando questo accade, vuol dire che le ricadute sulla società sono tante e gravi. Un potere parallelo allo Stato, per intenderci, ha bisogno, per sbrigare i propri affari, di commercialisti, notai, imprenditori che accettino di entrare in partnership con lui. Quando la mafia giunge a tali livelli, vuol dire che in tanti hanno lasciato correre.

Come se ne esce?

Occorre uno scatto della società civile. La sanzione delle elezioni anticipate credo che rappresenti la reazione giusta. Se non si interviene a livello così alto, come si può pensare che reagisca la gente comune? D’altro canto, la Lombardia resta una regione che, in tutto e per tutto, è da considerarsi parte dell’Europa del nord; dove, per dare da lavoro alla gente, non c’è bisogno di ricorrere alla criminalità organizzata.  

 

(Paolo Nessi)



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