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LEGGE ELETTORALE/ Muraro (Unipd): la soluzione? Un premio di maggioranza "alla veneta"

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Ovviamente, la strada è aperta a tutte le possibili varianti in sede nazionale, quali una soglia minima di voti perché scatti il premio (40%?) e una più ristretta forchetta finale di seggi (52-56%?). Importante è che sia rispettato lo spirito di questo approccio, in cui gli obiettivi sono esplicitati e sono sia pure approssimativamente ponderati; dopodiché si cerca di realizzare al meglio il fine primario, cioè l’attuazione della sovranità popolare, assicurando però livelli minimi di salvaguardia delle altre esigenze.

Lei prima ha elencato una serie di sistemi elettorali stranieri: in cosa sono analoghi e in cosa sono differenti da quello veneto?
Tutti gli schemi stranieri citati hanno finalità analoghe, ma sono esposti a due pericoli contrapposti: di non raggiungere l’obiettivo della governabilità oppure di sacrificare più del necessario le vere preferenze degli elettori e di aprire addirittura la strada alla dittatura della maggioranza. Per esempio, l’uninominale puro, tranne il caso irrealistico di due partiti soltanto, può non portare ad una sicura maggioranza in Parlamento; d’altro lato, esso può portare a tradire l’elettorato dando un peso enorme alla maggioranza (caso estremo: con il 51% in ogni seggio, la coalizione vincente annulla completamente l’opposizione, nonostante il suo 49% dei voti). Tali difetti sono presenti, sia pure attenuati, anche nel doppio turno applicato alle elezioni parlamentari, poiché esso forza gli elettori a convergere sui partiti maggiori ma con conseguenze incerte. Idem per il caso tedesco, dove c’è un implicito anche se tenue premio di maggioranza e dove già due volte è stato necessario ricorrere alla grande coalizione tra i due partiti maggiori (e lì funziona, per senso di responsabilità nazionale: funzionerebbe da noi, una volta usciti dalla drammatica crisi attuale?). Circa il sistema spagnolo, esso ha molte piccole circoscrizioni, senza recupero dei resti a livello superiore; in tal modo sacrifica i partiti minori e conferisce nascostamente un premio di maggioranza che può essere forte, come avvenuto nelle elezioni del 2011 in cui il Partito Popolare ha avuto il 53% dei seggi contro il 44% dei voti.

Quindi, qual è la sua conclusione?