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SCENARIO/ Ghelfi (Tg2): altro che Santanchè, la "linea del Piave" del Pdl è Musumeci

Pubblicazione:venerdì 19 ottobre 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Perché il Pdl deve dimostrare la capacità di saper ancora mettere in campo una proposta politica credibile: se il partito riuscirà a vincere con le sole proprie forze, senza l’Udc, senza Miccichè e senza Lombardo, potrà offrire una prova concreta di essere una forza politica ancora in vita. Se invece dovesse fallire, in quella Regione che nel ’94 fu la terra "del 61 a 0", è chiaro che dovrà ammettere il proprio fallimento.

Vi sono diverse voci secondo cui dietro le parole della Santanchè vi sia l’appoggio dello stesso Berlusconi. Cosa ne pensa?

Potrebbe anche essere vero. Berlusconi in effetti non si è scaldato così tanto per smentire la Santanchè. Ha fatto parlare Bonaiuti, è vero, ma ha scelto di non metterci la faccia personalmente. Probabilmente la Santanchè è brava anche ad intercettare una sofferenza di Berlusconi nei confronti del suo partito che è ormai avvertito come un peso.

Si dice anche che sia in atto un duro braccio di ferro tra Berlusconi e Alfano.

Una guerra interna è senza dubbio presente e i segnali ci sono tutti. Alfano, lanciato inizialmente da Berlusconi, sembrava per un momento essere stato messo da parte proprio dal ritorno del Cavaliere, mentre adesso è nuovamente in prima linea a trascinare il gruppo. Credo però che questo andrà avanti finché Berlusconi non avrà sciolto il nodo riguardo il proprio futuro, il tutto mentre Casini continua a dire che è necessario rottamarlo. Questo, dunque, significa che il primo prezzo da pagare per l’accordo tra Casini e moderati è il sostanziale ritiro di Berlusconi dalla scena politica, cosa non facilissima da immaginare.

Cosa deve fare adesso il Pdl?

Senza dubbio deve aprire un necessario processo di rinnovamento interno e decidere che cosa vuole essere nel 2013. Circolano talmente tante voci, attribuite a Berlusconi e al suo entourage, che francamente credo sia proprio arrivato il momento di calare le carte. Berlusconi però tarderà ancora, perché certamente vorrà vedere quale sarà la legge elettorale con cui si andrà al voto.

 

(Claudio Perlini)     



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