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PDL ROTTAMATO (?)/ Rondolino: la Santanché? Ce l'ha coi neodemocristiani pidiellini

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Quello della portavoce non di Berlusconi, ma dei berlusconiani orfani del leader e che vedono in lei, pur nel suo modo di porsi un po’ tranchant, un possibile erede; e, più che del Berlusconi federatore, di quello rivoluzionario, che non ne può più delle mediazioni, del teatrino della politica o del consociativismo. Non so se tale elettorato ammonti al 10, al 15 o al 20%, ma so che esiste.

Secondo la Santanché, i dirigenti del Pdl vanno rottamati anche in quanto montiani. Gli è stato risposto che il primo ad essere rottamato, allora, dovrebbe essere Berlusconi…

In realtà, la posizione di Berlusconi nei confronti di Monti è ambivalente. C’è da un lato l’imprenditore, che vede Monti e tira un sospiro di sollievo, perché ha salvato l’Italia dal default; dall’altro, il politico che, invece, reputa il premier il peggio del peggio, perché lo assimila all’eurocrazia, alle elite che governano nonostante il popolo. L’antimontismo della Santanché coincide, quindi, con la posizione di chi non accetta che a governare l’Italia siano i banchieri, la Merkel o le commissioni europee.

In ogni caso, non crede che la sua posizione sia compatibile esclusivamente con la creazione di una lista propria e, di conseguenza, con lo spacchettamento del Pdl?

Se la premessa della Santanché è che il Pdl non esiste più, il problema non si pone. Lei, di conseguenza, vuol dare rappresentanza a chi si trova spiazzato dai “neodemocristiani” del Pdl.

In ogni caso, cosa prevede? Ci sarà una scissione, o il Pdl, in un modo o nell’altro, si ricompatterà prima delle elezioni?

Credo che sia ancora troppo presto per dirlo. Molto dipenderà dalla legge elettorale. Il proporzionale indurrà ciascuno ad andare per il conto proprio. D’altro canto, lo stesso porcellum, in maniera mascherata, produce lo stesso effetto. Se è sufficiente allearsi in coalizione per vedersi abbassata la soglia di sbarramento al 2%, il gioco è fatto.

 

 

(Paolo Nessi)

 

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