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DOPO BERLUSCONI/ Le primarie del Pdl regalano la vittoria a Grillo e al Pd

Pubblicazione:venerdì 26 ottobre 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 26 ottobre 2012, 12.24

Beppe Grillo (InfoPhoto) Beppe Grillo (InfoPhoto)

Il passo indietro - forse definitivo - nella scena politica da parte di Silvio Berlusconi avviene all’indomani della cosiddetta Todi 2, il secondo appuntamento del forum delle associazioni di area cattolica. Pari pari accadde nel novembre scorso, quando le dimissioni del Cavaliere da Palazzo Chigi seguirono appena dopo il primo appuntamento di Todi. Fosse anche solo, come è probabile, una coincidenza temporale, i due accadimenti non possono essere letti in maniera disgiunta, se vogliamo avere un quadro tendenzialmente coerente di una situazione altamente confusa sul fronte dei cosiddetti moderati.

A Todi, domenica e lunedì, senza i riflettori puntati come nel primo incontro, sei associazioni di area cattolica del settore economico-produttivo (Acli, Compagnia delle Opere, Mcl, Cisl, Confcooperative e Confartigianato) hanno stilato un documento comune sulla crisi economica e su nuovi strumenti di impegno politico per farvi fronte. Nel corso di un dibattito non facile - ma apparso costruttivo e sincero - fra diverse sensibilità a confronto, ci si è interrogati sulla risposta da dare all’evidente crisi di rappresentanza che l’elettorato cattolico-moderato vive, al punto che proprio in quest’area così smarrita si annida - lo confermano i sondaggisti - la quota maggiore di cittadini poco propensi ad andare a votare, o tentati di andarci per confluire nel voto di protesta. Non c’era questa volta, a Todi, nessuna particolare benedizione delle gerarchie, anche - si vede - per lasciare maggiore libertà al dibattito, ma questo non ha diminuito il senso di responsabilità di ciascuno, anzi. Probabilmente non nascerà nessun soggetto politico, né direttamente né indirettamente, dai lavori di Todi, né questo era l’obiettivo, d’altronde. 

Ma basti citare le due sintesi finali dei lavori affidate a Bernhard Scholz della Cdo e Andrea Olivero delle Acli, per dare il senso di un lavoro profuso gettando il cuore oltre l’ostacolo delle diverse sensibilità, vincendo i comodi schemi di un bipolarismo malato che ha messo una parte d’Italia contro un’altra senza risparmiare nemmeno i cattolici dalla contrapposizione. Le diversità non sono state cancellate, sia chiaro, ma nello spirito di Todi sono diventate un valore, e il frutto è stato un documento pienamente condiviso, che finalmente non prendeva la dottrina sociale a pezzetti, secondo convenienza di parte, ma poneva per intero il tema di una nuova antropologia da promuovere, dal diritto alla vita - dal concepimento fino alla morte naturale - alla tutela della famiglia, all’accoglienza dei poveri e degli immigrati.

È toccato poi al segretario della Cisl Raffaele Bonanni tirare le conclusioni, a nome di tutti. E, sullo scottante scenario politico, la proposta è stata quella di un nuovo contenitore, una costituente dei moderati, cui i cattolici, almeno quelli di Todi, vogliono concorrere a pieno titolo. Non come protagonisti esclusivi di un partito cattolico, ma neanche come mero ornamento valoriale dei partiti di altri, modalità con cui sono stati utilizzati troppo spesso in questi anni. Bonanni ha esemplificato ricorrendo a un’immagine evangelica: «Vino nuovo in otri nuovi».  


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