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PRIMARIE PDL/ Mario Mauro: ora scegliamo il nostro Sturzo per fare il Centro

Pubblicazione:venerdì 26 ottobre 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 26 ottobre 2012, 9.03

Don Luigi Sturzo Don Luigi Sturzo

Non ci sono più alibi per nessuno. La decisione di Silvio Berlusconi annunciata mercoledì permette alla nostra compagine, ma a tutto il centrodestra italiano, di fare un passo avanti decisivo per il futuro. Berlusconi ha contribuito a sgomberare il campo dagli equivoci. E’ il primo di una serie di passi che andranno compiuti da oggi per mettere fine alle divisioni causate dai troppi personalismi. Ora non è più soltanto una speranza quella di tornare a vedere tutti i moderati uniti per lo stesso obiettivo alle prossime elezioni. La divisione innaturale che c’è stata sino ad oggi tra le forze politiche del centrodestra ha contribuito ad affievolire l’energia per il cambiamento del paese, e ha dato al centrosinistra il coraggio di rialzarsi dal fallimento della propria proposta di governo.  

La situazione dell’economia ci ha messo di fronte a un dibattito che richiede risposte. La scelta delle primarie ci consente finalmente di discutere anche pubblicamente della direzione che vogliamo prendere. Finora siamo stati preoccupati, ossessionati, dal contenitore più adatto a noi ed al nostro consenso, tralasciando quasi l’impronta ideale che abbiamo il dovere di mettere a disposizione della società. Questi contenuti non dobbiamo affatto inventarceli. Sono gli stessi obiettivi dei grandi partiti popolari europei. «Non c'è bisogno di politiche moderate, ma di riforme radicali, possibili superando le distanze tra destra e sinistra». Le parole di Mario Monti sulle “politiche moderate” non devono essere viste come un freno al nostro rilancio. 

A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti insieme propugnano nella loro interezza gli ideali di giustizia e libertà. I partiti politici di ogni paese debbono contribuire a rafforzare quelle tendenze e quei principi che varranno ad allontanare ogni pericolo di nuove guerre, a dare un assetto stabile alle Nazioni, ad attuare gli ideali di giustizia sociale e migliorare le condizioni generali, del lavoro, a sviluppare le energie spirituali e materiali di tutti i paesi”. Questo è l’inizio del celebre “Appello agli uomini liberi e forti” con il quale il 18 gennaio 1919 venne fondato il Partito popolare italiano. 


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COMMENTI
27/10/2012 - Chi volete (ancora) far fessi? (Mariano Belli)

Un'altro Sturzo oggi lo troviamo solo se facciamo una seduta spiritica, quelli di adesso, che si infarciscono la bocca di fede cristiana, di famiglia, di solidarietà... con lo spirito cristiano non hanno nulla a che vedere, sono degli ingannatori di professione molto abili solo a carpire la buonafede e il voto delle vecchiette che ancora li votano....

 
26/10/2012 - Io ci spero. (claudia mazzola)

Che appello meraviglioso quello del 18/01/1919. Magari uomini così!

 
26/10/2012 - oltre ai fiorito ci sono i musumeci (francesco taddei)

se l'on. mauro vuole costruire un raggruppamento alternativo alla sinistra deve dire se tenere dentro anche gli ex an. in tal caso la loro storia e i loro valori e richieste vanno rispettati, così come quelli dell'udc. e non ignorati perchè scomodi.