BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

BERLUSCONI/ Non mi ricandido. Merkel e Sarkozy hanno ucciso la mia credibilità

Dopo la sentenza che lo ha condannato a quattro anni di carcere per frode fiscale Silvio Berlusconi conferma di non volersi candidare premier e attacca Germania e Francia

Foto Infophoto Foto Infophoto

E' un torrente in piena, in queste ultime ore, Silvio Berlusconi, all'indomani della sentenza che lo ha visto condannato a quattro anni di carcere (poi ridotti a uno) e cinque di interdizione dai pubblici uffici per il processo sull'acquisizione dei diritti televisivi Mediaset. In pratica, condanna per frode fiscale. Dopo aver rilasciato numerosi commenti contro la magistratura, Berlusconi aveva anche detto che una tale condanna lo obbligava a tornare sui suoi passi e quindi a ricandidarsi per, aveva detto, riformare il pianeta giustizia che oggi è un pericolo per la democrazia. Non voglio, aveva spiegato, che ad altri possa succedere quello che è successo a me. Adesso una nuova serie di dichiarazioni, rilasciate da poco, in cui cambia di nuovo idea sul suo ricandidarsi: dice che non lo farà, non si ricandiderà premier. Conferma anche per le primarie del Pdl che aveva annunciato un paio di giorni fa, prima della sentenza. In queste ultima dichiarazione arriva poi un inaspettato attacco alla Germania e alla Francia nelle persone di Angela Merkel e dell'ex presidente Sarkozy: "Merkel e Sarkozy hanno tentato di uccidere la mia immagine internazionale". Questo perché, ha detto, si era posto in condizione di contraddittorio con loro rispetto all'egemonia che secondo Berlusconi i due paesi esercitavano in Europa. La Germania, ha detto ancora, ha forzato le decisioni dell'Unione europea. Se l'Italia oggi sta male anche dal punto di vista fiscale, ha detto, è proprio per colpa della Merkel che ha imposto al nostro paese certe misure. Tornando al problema della giustizia, l'ex premier chiede una modifica alla Costituzione: "Oggi il premier non ha la possibilità di cambiare un ministro. Inoltre non ha lo strumento del decreto legge, strumento invece utilizzato normalmente da tutti gli altri premier occidentali". Di non aver cambiato la costituzione dice invece ne avrebbe avuto il compito Mario Monti, ma non lo ha fatto. Da parte dei giudici italiani una dittatura che mette l'Italia in condizioni di non democrazia, dice ancora, è una dittatura dei magistrati e non si può accettare questa situazione.