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SENTENZA MEDIASET/ L’odio giacobino che condanna Berlusconi

Pubblicazione:lunedì 29 ottobre 2012

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Il Fatto Quotidiano (“Berlusconi ‘delinquente naturale’” citando dalla sentenza) ha un editoriale di Marco Travaglio, “Le indecenti evasioni” che si concentra sulle conseguenze pratiche della sentenza: “la mannaia della prescrizione incombe” anche se “il reato dovrebbe estinguersi nel 2014, dunque c’è tutto il tempo per celebrare gli altri due gradi di giudizio”. Ma anche fino all’ultimo grado “se la Cassazione confermasse il verdetto di ieri, B. non andrebbe comunque in carcere: sia perché dai 4 anni vanno detratti i 3 dell’indulto gentilmente offerto nel 2006 dal centrosinistra... sia perché B. ha più di 70 anni e in base alla legge ex Cirielli da lui stesso imposta e mai cancellata dal centrosinistra, a quell’età si va ai domiciliari”. Ma conclude: “Resterebbero però 2 anni di interdizione dai pubblici uffici... B. dovrebbe lasciare il parlamento e perderebbe oltre al seggio l’immunità”».

Sanzione “infamante”, “delinquente naturale”, “indecenti” evasioni, accostamento di Berlusconi al gangster Al Capone. Tutto questo è soltanto odio allo stato puro, forse anche paradossalmente venato da un’inconfessata ma furiosa invidia. Il contrasto sul piano politico, se c’è, viene dopo. Forse però in certi casi non c’è nemmeno. C’è l’odio e basta.



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