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SPILLO/ Arriva tardi la staffetta fra Berlusconi e Montezemolo

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Luca di Montezemolo e Silvio Berlusconi (Infophoto)  Luca di Montezemolo e Silvio Berlusconi (Infophoto)

Nel mese di ottobre, Montezemolo, si è ripetuto anche nel più spinoso dei business del momento in Italia: quello bancario. Ha accettato la vicepresidenza di UniCredit: la più grande banca italiana, quella più esposta sia alle tensioni dei mercati, sia alle ondate critiche dell’opinione pubblica. Per di più Montezemolo rappresenta al vertice di Piazza Cordusio al Aabar, il fondo sovrano di Abu Dhabi, uno degli emirati del Golfo. Ancora una volta: “power broking” a beneficio di investitori stranieri che scorrazzano attraverso l’Azienda-Italia bombardata a colpi di “spread”. Non sorprende che “Italia Futura” - il “think tank” con cui Montezemolo si ripromette di partecipare alla svolta politica attesa nel 2013 - si stia muovendo nei fatti a sostegno (forse non richiesto e neppure gradito) del premier Mario Monti: il quale è sempre meno immune dalle riserve di chi ritiene di aver visto nell’intero governo tecnico, lungo l’ultimo anno, soltanto un intermediario passivo “dei mercati (cioè di Wall Street e della City)” e “dell’Europa (cioè della Germania)”.

Berlusconi, dal canto suo, non può disporre di quell’eredità politica di cui Montezemolo sperava di essere destinatario. Né, certamente, il Cavaliere può vedere in quei residui “poteri forti”, fra i quali Montezemolo tuttora si aggira, dei punti d’appoggio per il suo futuro politico: sia esso un disimpegno il più possibile morbido (e questa sembrava la prospettiva, almeno prima della sentenza Mediaset, che ha inequivocabilmente decretato l’inconsistenza delle garanzie del Quirinale sul sistema giudiziario), sia un’estrema resistenza personalistica e populistica come quella che pare prendere forma nelle ultime, affannose ore. Quando - peraltro - il barometro siciliano sembra confermare le attese più preoccupanti sulle miscele fra crisi economica, coltivazione antipolitica della società e azione della grande criminalità organizzata.



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