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MANOVRE A DX/ I rottamatori del Pdl cercano un "Renzi". E forse lo trovano

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Silvio Berlusconi (InfoPhoto)  Silvio Berlusconi (InfoPhoto)

“Il Pdl per continuare ad esistere ha un disperato bisogno di un nuovo leader, capace di dire cose credibili sull’Europa e sul recupero di competitività del nostro Paese”, altrimenti è meglio “chiudere bottega e archiviare definitivamente il Pdl”, perché Berlusconi “ha esaurito la sua carica, ha terminato la sua parabola”. Così parlò Mario Mauro dalle colonne di Avvenire. Attenzione, rottamatori a centrodestra! La battuta che fa titolo viene fin troppo facile, ascoltando le parole del presidente degli eurodeputati del Pdl. Ma come tutti i titoli troppo facili, rischia di non essere completamente vera e un po’ ingenerosa. 

Fare i rottamatori è un lavoro duro, bisogna incominciare presto a pestare picconate e senza andare per il sottile, Renzi insegna. Mauro è un politico intelligente, sa che una carriera da rottamatore non s’inventa. Che abbia posto un problema serio è comunque evidente, ed è una notizia. Del resto lo aveva già detto a Omnibus qualche giorno fa: “Se ci fosse un giovane con idee credibili che entrasse in competizione per la leadership del mio partito io lo voterei”.

Poi c’è l’ex ministro degli Esteri, Franco Frattini, che al Corriere della Sera spiega: “Se si supererà il porcellum con le sue forzature che impongono un bipolarismo muscolare e si passerà a un sistema a base proporzionale… allora ogni forza potrebbe correre per proprio conto, sostenendo i propri programmi che avranno in parte una base comune” e, dulcis in fundo, il problema della “leadership personalistica” (il diplomatico Frattini adora gli eufemismi) sarebbe superata.

È la solita dialettica politica, o qualcosa si muove davvero nel campo paludoso del Pdl? In un quadro senza logica e regole come quello della politica partitica italiana, è ovviamente difficile dirlo. Ma certo qualcosa di interessante c’è. Tant’è vero che il primo a cogliere la palla al balzo è stato Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc: “Le parole di Mauro e quelle di Frattini aprono finalmente una discussione politica seria all’interno del Pdl. Di questo ce ne rallegriamo e siamo interessati”. E quando dice che “è necessario riorganizzare una rappresentanza  politica forte dell’area moderata, e questo non può nascere che tra noi e il meglio del Pdl” il filosofo cultore di Sturzo e De Gasperi è difficile che pensi al centrino asfittico agognato dal suo amato segretario Casini in coppia con Fini. 

“Il vero primo punto è riconoscere che è finita l’era berlusconiana e individuare un nuovo progetto per il bene dell’Italia”, ha aggiunto Buttiglione, che in realtà lo ripete senza particolare costrutto da anni. Il problema infatti è che non si sa bene cosa ci possa essere una volta archiviato il Pdl – o forse lo sa Mauro, che è filosofo – o almeno quale prospettiva possa esserci per quella parte del mondo politico che vorrebbe ispirarsi alla lezione degasperiana e per l’elettorato disposto ancora a darle fiducia. 



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COMMENTI
20/10/2012 - ripresa economica (roberto cagnoni)

La strada principale per la ripresa mi sembra possa essere la nostra capacità di attrarre capitali dall'estero e convincere gli imprenditori italiani a scommettere sulla capacità innovativa e creativa made in italy, tenendo in considerazione le nostre risorse naturali(territorio, turismo, agricoltura). Dovremmo puntare su una ritrovata professionalità in campo artigianale ed industriale. Mi sembra che gli investimenti su una forza lavoro non sufficientemente preparata professionalmente, ma utile solo perchè a costi minori, risponda a sole logiche utilitaristiche che non hanno niente a che vedere con il tanto sbandierato BENE COMUNE. Due altri suggerimenti: 1. Gli imprenditori dovrebbero amare le loro industrie e ricapitalizzare i loro utili per il piacere di creare benessere ai propri dipendenti. 2. Le Banche dovrebbero tornare a finanziare l'impresa reale e costruttiva e non cercare l'utile in speculazioni finanziarie perchè arricchirsi senza lavorare e faticare inevitabilmente impoverisce qualcun altro.

 
03/10/2012 - parole o impegni? (francesco taddei)

una speranza negli elettori di centrodestra non la daranno chi ha carriere politiche trentennali (fini,casini,buttiglione) o fallimentari(berlusconi e tremonti) ma gente nuova ed estranea ai giochini delle nomine. è necessario che si guardi al futuro con largo respiro. i nuovi politici dovranno dare queste risposte: -nei prossimi 30 anni quale sviluppo x l'italia (energetico,sociale,industriale)? -quale ruolo x l'italia in europa e nel mondo (remissiva, quella di frattini e mauro o protagonista come la voleva mattei)? -quale assetto istituzionale (più partecipazione)e come rispondere della propria responsabilità agli elettori? le risposte possono darle chi finora è stato fuori dalle segreterie, non chi le comanda.