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SONDAGGI PRIMARIE/ Renzi-Bersani testa a testa. Vendola al 25%. Ma se c’è Di Pietro…

Secondo ALESSANDRO AMADORI il vero fatto rivoluzionario di queste primarie è rappresentato dal sindaco di Firenze. In ogni caso, tutto dipenderà dalla platea di elettori

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SONDAGGI PRIMARIE SINISTRA Non l’ha presa bene, Matteo Renzi. Un colpo basso che, tutto sommato, prima o poi sapeva che sarebbe arrivato. Ma non così forte. Almeno dal suo punto di vista. «Se hanno paura è meglio che le primarie non si facciano», ha sbottato riferendosi alla bozza contenente le nuove regole per le primarie, redatta dalla dirigenza del Pd e che sarà vagliata dall’assemblea democratica di sabato. Se saranno ratificate, potrà competere solo chi dispone di almeno 90 delegati dell'assemblea, e 17mila firme; inoltre, solo chi si iscrive nel registro degli elettori del centrosinistra a partire da una settimana prima del voto potrà esprimere le proprie preferenze. E’ ipotizzato, infine, un doppio turno ritenuto dai renziani particolarmente penalizzante. Scatterà il secondo turno, infatti, se al primo nessuno otterrà almeno il 50% dei consensi e non il 40% come si era in precedenza ipotizzato. Nel frattempo, Antonio Di Pietro, ha annunciato che anche lui potrebbe fare parte della partita. Abbiamo chiesto ad Alessandro Amadori, fondatore e direttore di Coesis Research e  politologo quali scenari si prefigurano.

Nell’ipotesi finora più verosimile, in cui a scontrarsi saranno Bersani, Renzi e Vendola, quanto potrebbe prendere ciascuno?

Molto dipenderà dalla platea di votanti. Se sarà, prevalentemente, interna al Pd, tenderei a confermare i risultati previsti dal sondaggio Ipr per il Tg3 (Bersani al 39%, Renzi al 34% e Vendola al 18%). Se, invece, la popolazione si allargasse, sia sul fronte dei vendoliani che su quello degli indipendenti del centrosinistra, ci potrebbero essere sorprese.

Quindi?

Mi aspetterei un posizionamento minoritario di Vendola, attorno al 25%. Il restante 75%, invece, se lo spartirebbero pressoché alla pari Renzi e Bersani. Entrambi otterebbero, quindi, circa il 37-38% dei consensi.

Da dove nasce il pronostico?

A differenza delle altre volte, quando la spinta più innovativa era identificata in Vendola, l’elemento di novità si trova all’interno dello stesso Pd, ed è rappresentato da Renzi. Il quale può essere ritenuto, a oggi, un fattore decisamente più rivoluzionario e di scardinamento degli equilibri di quanto non lo sia il leader di Sel. Addirittura, gli stessi elettori di Sel, in questa occasione, potrebbero votare Renzi.

Pur considerandolo “di destra”?