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J'ACCUSE/ Cacciari: i sindaci sotto la Corte dei Conti? Ipocrisia da nuova Tangentopoli

Pubblicazione:venerdì 5 ottobre 2012

Massimo Cacciari (Infophoto) Massimo Cacciari (Infophoto)

È giusto. Ma la possibilità di sanzionarli c’è sempre stata. Se io fossi stato giudicato colpevole nelle cause che qualche pm mi ha intentato, avrei dovuto pagare tutto. Un mio assessore che ha chiesto una consulenza extra di cui c’era bisogno (e non l’aveva mai fatto nei 15 anni precedenti) è stato condannato dalla Corte dei conti, che ha ritenuto non fosse necessaria, a sborsare 40 mila euro di tasca propria. Nulla di nuovo sotto il sole. È fumo gettato negli occhi delle persone.

 

È sempre spettato all’ente locale vigilare sulle sue partecipate?

 

Te credo! È il sindaco che nomina presidenti e consiglio di amministrazione, vuoi che non sia responsabile di controllarle? Siamo un paese comico, sono barzellette. Siccome la gente non sa nulla perché nessuno gli ha spiegato come funzionano davvero le cose, a partire dalla stampa, ogni tanto si inventano nuove leggi, come se a mancare fossero le leggi. Invece le leggi ci sono, così come ci sono i ladri. Non è che manchi la legge contro il furto, no? Ma qui si vende l’acqua fresca come se fosse una novità.

 

Cosa suggerisce di fare?

 

Sono anni che lo ripeto. È il sistema istituzionale nel suo complesso che bisogna cambiare. E fare un federalismo veramente responsabile.

 

Intanto però viene concessa una proroga ai comuni che possono modificare le aliquote Imu fino al 31 ottobre. Uno scherzetto finale?

 

Così ci saranno ancora un po’ più di tasse. I comuni, mancando i trasferimenti, sono ridotti alla fame e devono cavarsela in un modo o nell’altro. Ma l’80% della finanza dell’ente locale è finanza propria. A differenza delle regioni dove l’80% sono traseferimenti statali.

 

(Matteo Rigamonti)



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