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Politica

PRIMARIE SX/ Panebianco: le nuove regole "contro" Renzi? Un autogol che inguaia Bersani

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Il fatto che le nuove regole per le primarie, redatte dalla dirigenza del partito, e che saranno ratificate sabato, non siano condivise dal sindaco di Firenze. Se Bersani, infatti, dovesse vincere e, soprattutto, se dovesse vincere di poco, si troverebbe in una situazione di estrema debolezza.

Perché? 
Sarà facile, per i suoi avversari, affermare che ha vinto solamente perché disponeva di regole che lo avvantaggivano. Così come sarà facile, per Renzi, sostenere che con le vecchie regole avrebbe potuto vincere. Se non troverà, in merito, un accordo con il suo principale avversario, la sua vittoria non godrà di piena legittimità. 

Crede che la dirigenza del Pd abbia dato forma a nuove regole perché teme che Renzi possa raggiungere o addirittura superare Bersani?

Indubbiamente. Ma, ripeto, si tratterà di un boomerang. Tanto più che non si capisce perché, fino a poco tempo fa, andavano bene.

Il centrosinistra, alla politiche, è dato attualmente come il più probabile vincitore. Se si inverasse lo scenario da lei descritto, in che condizioni si presenterebbe al governo?

A dire il vero, a prescindere dalla contesa per le primarie, non darei per scontato che la loro vittoria li destini automaticamente al governo. Ammesso che vincano, infatti, non è detto che riescano a mettere insieme una maggioranza politica. Non senza Casini, almeno. Il quale ha già manifestato le sue difficoltà nel governare assieme a Vendola.

La sua presenza all’interno della competizione come ne cambierà i connotati?

Vendola, al primo turno, sottrarrà voti a Bersani. Per questo, nell’ipotesi di un turno unico, potrebbe non escludersi la vittoria di Renzi; con due turni, al secondo giro i voti di Vendola, invece, tornerebbero a Bersani.

Al di là della querelle sulle regole, qual è la sua impressione su queste primarie?

Mi pare che si tratti delle prime primarie vere e proprie.  Raffazzonate quanto vogliamo, perché in Italia non esiste una tradizione del genere. Ma tutte quelle sono fatte finora servivano per ratificare la vittoria di un leader già scelto. Questa volta, invece, Renzi cambia le carte in tavola. 

 

(Paolo Nessi)

 

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COMMENTI
05/10/2012 - leader deboli o forti? (agostino nonini)

Bersani, se vincerà le primarie, sarà un leader debole? Mi pare che di leader forti in Italia non se ne siano visti molti ultimamente. Prodi nel raggruppare le sue "truppe" faceva più fatica del sottoscritto quando da bambino cercava di riunire i suoi polli. Berlusconi, benché si autoproclamasse l'unto del Signore e avesse vinto le elezioni con numeri bulgari, non riusciva nemmeno ad avere le cifre del bilancio dal suo ministro delle finanze. E anche nel passato non è che le cose andassero meglio. Solo per fare un es.: De Gasperi, il più sensato e il più capace dei presidenti negli ultimi 100 anni, fu messo da parte senza tanti riguardi, salvo glorificarlo poi. Credo che non serva un leader debole o forte, ma un gruppo dirigente che abbia un programma credibile per loro e soprattutto per i cittadini. E questo oggettivamente in Italia non è facile.