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SPILLO/ Napolitano, Monti e lo "scacco matto" alla democrazia

Pubblicazione:venerdì 5 ottobre 2012

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

Il disegno dunque prende forma: a governare devono essere della alte figure (“alte” a discrezione di chi le sceglie), nominate. Queste però, come Monti stesso, non solo non intendono e non possono sottoporsi al voto popolare, ma non vogliono neanche rischiare di venire contestati nell’esercizio delle proprie funzioni. Ecco che, con l’aiuto di una stampa alla ricerca di nuovi padrini e con l’involontaria collaborazione della magistratura che, come sempre scrive Sapelli, ha sostituito il potere politico si crea il capro espiatorio perfetto: la politica. Gli scandali “a corte” centrano due risultati fondamentali: convogliano l’indignazione pubblica contro i politici, soprattutto quelli locali, e contestualmente azzerano il rapporto cittadino-partito. Il caso Lega Nord da questo punto di vista è emblematico. Spendiamo tutta la nostra rabbia ed energia sulla questione “Trota” o su quella “Lusi”, rimanendo troppo esausti per protestare quando ci aumentano le tasse, ci aboliscono il welfare, ci strozzinano legalmente (Equitalia) o ci somministrano il gioco d’azzardo di Stato. Il compimento assoluto de “La società dello spettacolo” di Guy-Ernest Debord.
Ma non è tutto. In questi giorni, a seguito degli scandali in Lombardia, Lazio e Piemonte, si è cominciato a parlare di inutilità delle Regioni. Oggi è sempre più cospicua la frangia di chi, oltre alle province, vorrebbe vedere sparire anche le istituzioni regionali. Eccolo il centralismo, finalmente concretizzato. 
C’è però l’ultimo grande ostacolo: le elezioni, la partecipazione democratica. Il disegno è già pronto. Mentre ci distraggono con l’improbabile Monti bis, lo scacchiere politico nel buio cambia forma. Gli schieramenti che andranno alle urne saranno molto diversi da quelli attuali. Da una parte ci sarà il Pd di Bersani, che vincerà le primarie. Insieme a Vendola non ha nessuna speranza di affermarsi a livello nazionale. Berlusconi, con un piccolo partito e circondato solo dai fedelissimi correrà per rimanere in Parlamento (cosa per lui vitale). M5S avrà un buon exploit, ma solo un exploit. A vincere sarà qualcosa di diverso. Un nuovo schieramento che pescherà dal Pdl e dal centro (quello dei vari Casini, Montezemolo & co). Ma avrà come punte di diamante alcuni attuali ministri, primo fra tutti Corrado Passera. Una realtà “nuova”, che si presenterà come cattolica e moderata, ma che sarà l’espressione partitica del nuovo potere europeo e finanziario. Il capolavoro finale? Napolitano concluderà i suoi sette anni di mandato e verrà sostituito dal senatore a vita, Mario Monti. Scacco matto. Quel giorno tutte le cariche istituzionali saranno conquistate e la democrazia diretta un bel ricordo.   

 

(Lorenzo Alvaro)



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