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ABOLIRE LE REGIONI (?)/ Il giurista: il problema non è la Carta, ma la politica di Mani pulite

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Per quanto riguarda le competenze delle Regioni ci troviamo in una situazione paradossale. Intanto abbiamo a che fare con una riforma affrettata e malfatta, come è stata quella relativa al Titolo V della Costituzione. Almeno l’80% dei bilanci di ogni Regione è impegnato dai costi della sanità. Che bisogno c’è dunque di tutto quell’apparato di autonomia politica e garanzie? Le Regioni sono state ridotte ai Consigli regionali e le giunte a strutture politiche che di politico hanno solo la gestione della sanità ...

 

Allora ha ragione Monti a proporre una riforma …

 

Purtroppo per cambiare la realtà del nostro Paese non basta modificare la Costituzione realizzando una mera operazione di facciata. Anche perché la situazione è tale che non vale neanche la pena metterci mano.

 

Qual è quindi la sua proposta?

 

Avviare una riflessione sulla qualità delle classi politiche locali. E’ questo il vero problema, modificare la Costituzione non aiuterebbe a risolverlo. E il motivo è che esiste una grande differenza tra quanto afferma il testo del 1948 e ciò che viene realizzato oggi sulla sua base. Non si può chiedere alla Costituzione di compiere ciò che dovrebbe fare la politica, in quanto si tratta di due cose diverse.

 

E’ un discorso alla Beppe Grillo …

 

Niente affatto. Si badi bene, io non voglio colpevolizzare la politica in quanto tale, né associarmi alla spaventosa operazione di delegittimazione cui stiamo assistendo oggi. La responsabilità è la situazione che si è creata nel 1992 e che ci ha consegnato questa classe politica.

 

Perché prendercela con Tangentopoli, quando è la Costituzione a riconoscere un’autonomia assoluta alla magistratura?

 

Gli eventi del ’92 non sono stati legati all’operato di una magistratura che è andata per conto suo, ma allo smantellamento di un sistema di partiti che si preoccupava di creare personale politico, di educarlo, di farlo arrivare in Parlamento solo dopo una lunga esperienza in Comuni, Province e Regioni. Tutto questo da 20 anni non si fa più.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
06/10/2012 - Spendere di più per avere di meno... (Landi Marcello)

Da anni, da prima di Mani Pulite, vado dicendo che le Regioni sono uno spreco di denaro pubblico: se si vuole un esempio intuitivo, basta guardarne i vari Palazzi; se si vogliono numeri, si può fare un raffronto fra le date di avvio del sistema delle Regioni a statuto ordinario (anni Settanta) e gli anni dell'impennata del debito pubblico: sono gli stessi! In più, le Regioni non hanno in nulla migliorato la vita dei cittadini, come dimostra un confronto fra il Sistema Sanitario prima e dopo la regionalizzazione. Del resto, l'introduzione delle Regioni ha allontanato i servizi dai cittadini: fino agli anni Settanta, ad esempio, la giustizia amministrativa era affidata (in primo grado) alla giunta provinciale, poi è passata ai TAR. Gli esempi sarebbero tanti, ma la conclusione è una: abbiamo speso di più, molto di più, per servizi peggiori. Forse è davvero ora di pensare all'abolizione delle Regioni...