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Politica

AZZERAMENTO PDL/ 2. Urbani: Silvio, stavolta non te la cavi con del maquillage

Secondo GIULIANO URBANI, il nuovo partito dovrà, anzitutto avere un programma di governo fondato sulla riduzione del debito pubblico e un personale politico credibile

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Basta col Pdl. Pure quella è un’esperienza archiviata. Berlusconi ne è stufo da mesi. Da tempo percepisce la sua creatura come un’entità a lui aliena. Dettagli, tutto sommato, superabili. Non fosse per il fatto che, alle tristi suggestioni che il partito gli suscita, si è aggiunto un dato oggettivo incontrovertibile: l’attuale formazione, alle elezioni, ne uscirebbe disastrata. Ai fedelissimi avrebbe annunciato l’intenzione di annullarla, per fondarne una nuova. Una nuova per davvero. Nessun repulisti, ha promesso: ma un cambiamento, a tutti i livelli, ci sarà, eccome. Dalla dirigenza, ai contenuti programmatici. Pare che questa volta non salirà su un predellino per annunciare teatralmente che si è inventato un nuovo prodotto (cui seguì, ai tempi, una semplice fusione a freddo). Sarà, dicono, una cosa seria, studiata nei minimi termini. Addirittura, sembra che in questi giorni si stia confrontando con alcuni forzisti della prima ora, per recuperare lo spirito dell’epoca: Antonio Martino, Claudio Scajola, persino Pisanu. Abbiamo chiesto ad un altro forzista della prima ora, l’ex ministro della Cultura, Giuliano Urbani, cosa ne pensa.  

Come valuta l’ipotesi di un nuovo Pdl?

Mi pare evidente che, se vogliono rifondarlo, non sono soddisfatti dell’attuale. E si capisce bene il perché: il disamore generalizzato per i partiti in seno all’opinione pubblica, e la stoccata finale derivante dallo scandalo laziale hanno indotto a pensare che, forse, fosse il caso di voltare pagina.

Come?

Tanto per cominciare, non è più tempo di semplici operazioni di restyling né di maquillage. I partiti sono privi a tal punto di credibilità e credito che occorre una rifondazione vera e propria. E’ necessario offrire qualcosa di realmente nuovo.

Cosa?

Anzitutto, un programma. E, poi, del personale politico credibile.

Adesso non c’è?

Ci sarà anche. Ma mi pare evidente che sia insufficiente o nascosto. Andrebbe rinnovato, quantomeno, per arricchimento. Lasciare tutto uguale e cambiare il nome, per esempio, sarebbe controproducente. La gente si renderebbe conto di esser presa in giro.  

La dirigenza, invece, andrebbe azzerata?