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Politica

ELEZIONI SICILIA/ C'è un patto a tre che fa fuori Grillo e M5S

Beppe GrilloBeppe Grillo

Il Cavaliere temeva che perdendo quest’ultimo come alleato non avrebbe avuto la maggioranza in Senato. Il risultato fu che Lombardo divenne governatore ed estromise progressivamente il Pdl dalla giunta regionale. Micciché ha deciso di correre contro il Pdl, sancendo così la rottura totale con il Cavaliere. L’ex delfino è arrivato a dire: “Mi sono pentito di avere avuto rapporti con il Berlusconi dell’ultimo periodo”. Micciché è tornato ad allearsi con Lombardo in nome del “sicilianismo” e del desiderio di autonomia.

 

Il Pdl invece candida Nello Musumeci …

 

Musumeci è stato eurodeputato e per due volte presidente della Provincia di Catania, viene dall’Msi e da An. E’ stato sottosegretario nell’ultimo governo Berlusconi con la Destra di Francesco Storace. Musumeci si autodefinisce il “candidato figlio dei sondaggi”, in quanto a giugno il centrodestra ha realizzato un’indagine sulla figura che godeva della maggiore visibilità e gradimento dei siciliani, ed è emerso che si trattava appunto di Musumeci.

 

Chi è Rosario Crocetta, l'esponente del Pd?

 

L’aspetto curioso in questo caso è che Crocetta si è autocandidato. E’ stato sindaco antimafia a Gela, eurodeputato del Pd, ha deciso di scendere in campo prima ancora di avvertire i vertici del suo partito. E’ un grande comunicatore, un personaggio che ha avuto visibilità per le vicende di Gela, per l’impegno antimafia e per quello che ha saputo costruire in questi anni. Il Pd lo ha subito, rinunciando alle primarie, e alla fine ha deciso di candidarlo.

 

Che cosa ne pensa della polemica sulla candidatura come consigliere di Toti Lombardo, il figlio di Raffaele?

 

Ormai la politica è una professione, in molti ritengono di avere il diritto di tramandarla di padre in figlio o di nonno in nipote. L’accostamento con Renzo Bossi però è immotivata, in quanto quest’ultimo non è un personaggio di eccellenza politica. Toti Lombardo invece si è sempre nutrito di politica fin dagli anni della scuola. Forte della posizione del padre, da anni imperante in Sicilia, ha scalato tutte le cariche fino a essere eletto come capo della consulta giovanile a Catania. Ritengo però che una candidatura in questa fase, a 23 anni e con il padre ancora presente sulla scena politica, sia prematura: aspettare altri cinque anni non gli avrebbe certo fatto male.

 

(Pietro Vernizzi)

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