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ANTI-CORRUZIONE/ Patroni Griffi contro Catricalà, tensione nell'esecutivo

Non si trovano d'accordo il ministro per le semplificazioni e il sottosegretario alla presidenza del consiglio sul decreto anti corruzione. Posizioni diverse e smentite in corso

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Il decreto anti-corruzione provoca malumori dentro al governo. I casi recenti di cronaca politica, i richiami vibranti del capo dello Stato, hanno portato a una accelerazione del decreto legge che in qualche modo vorrebbe porre un freno al malcostume dilagante nella classe politica e nelle amministrazioni locali. Sul tema, si registra nelle ultime ore una polemica accesa tra il sottosegretario alla presidenza del consiglio e il ministro per la semplificazione. Per quest'ultimo quello che conta è varare la legge: priorità assoluta di fronte a ogni altra cosa la conclusione dell'iter parlamentare, ha detto. Per il primo invece il governo deve costituire un commissario per la pubblica amministrazione. Patroni Griffi ha rilasciato il suo parere con una nota diffusa alle agenzie di stampa, nota che nel suo contenuto appare come una smentita di quanto annunciato da Catricalà. Questi, in una intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero aveva detto che l'intenzione del governo era un emendamento al ddl in questione, in modo tale da istituire un super commissario indicato dal governo stesso e poi votato a maggioranza dal parlamento. Patroni Griffi ha replicato dicendo che quanto chiede il sottosegretario è certamente una questione reale che significa il rafforzamento della commissione che deve vigilare sulla prevenzione della corruzione. Ma, ha aggiunto, "In questo momento però ritengo che la priorità assoluta sia la conclusione dell'iter parlamentare del disegno di legge. Ed è per questo che il governo ha presentato un emendamento soltanto relativo alla repressione della corruzione e quindi alla seconda parte del testo". Per Catricalà invece si tratta di fare modifiche opportune al decreto anti corruzione. Modifiche di cui una sarebbe stata un intervento mirato di una autorità anti corruzione nella pubblica amministrazione: "attualmente è priva di effettivi poteri. Proporremo un vero e proprio commissario per l'anti-corruzione". Catricalà aggiungeva che la norma in questione era anche già stata elaborata e scritta dal ministro Patroni grifi e sarebbe stata consegnata in poche ore al ministro Severino.