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IL CASO/ Come si può pensare di battere la sinistra facendo i neo-con?

Pubblicazione:lunedì 8 ottobre 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 8 ottobre 2012, 8.45

Silvio Berlusconi (InfoPhoto) Silvio Berlusconi (InfoPhoto)

Quelli de IlSussidiario.net mi hanno dato una bella fregatura, chiedendomi di commentare il Manifesto per il bene comune della Nazione in difesa della vita e della famiglia firmato da Gaetano Quagliariello, Maurizio Sacconi, Gianni Alemanno, Roberto Formigoni, Mariastella Gelmini e Maurizio Gasparri. E' una fregatura perché non potrò mai dire di non condividere frasi come: «A fronte di una tendenza nichilistica al declino, è la promozione della centralità della persona e del valore della vita dal concepimento alla morte naturale il presupposto per lo sviluppo della società, per la sua vitalità economica e demografica, che si nutre della difesa della famiglia naturale, del principio di sussidiarietà, della libertà delle scelte educative». Sottoscriverei una per una quelle parole, e darei perfino per scontate alcune banalità e luoghi comuni del manifesto, scritte quasi per non trovare opposizione. Però quel Manifesto per il bene comune della Nazione, già ribattezzato il manifesto “neo-con” italiano, fossi stato uno qualsiasi dei sottoscrittori, non l'avrei proprio scritto, e fossi stato sempre uno di loro, avrei pensato a lungo prima di firmarlo anche l'avesse proposto e ideato un esponente qualsiasi della società civile.

Condivido quei principi, e capisco anche le ragioni molto politiche della loro riproposizione (sono temi certo che fanno ancora oggi la differenza fra quel che resta del centrodestra e un centrosinistra che sembra tornare al caravanserraglio ideologico ulivista che tanti guai ha causato al paese e alla sinistra stessa), può anche essere che qualche assai generica proposta istituzionale lì contenuta sia pure efficace. Ma come ogni manifesto mi sembra così lontano dalla realtà, da essere inutile e per questo poco interessante.

In questi mesi abbiamo toccato con mano il morso del mondo reale, e pensavo se ne fossero accorti anche i firmatari del manifesto, visto che tutti hanno avuto in questi anni grandi responsabilità istituzionali e perfino di governo. Ho visto esultare chi la pensava come i firmatari del manifesto sulla famiglia per essere riusciti a inserire nel meccanismo della nuova Imu una serie di deduzioni che tenessero conto del nucleo familiare.

Il principio è sacrosanto, ed è giusto il suo inserimento nell'ordinamento fiscale italiano. Non è accaduto negli anni precedenti, non mi è sembrato gran successo che arrivasse solo per attenuare una robusta stangata fiscale: quella famiglia paga ora mille euro che non pagava prima, ed è stata salvata solo dal rischio di pagare milleduecento euro come sarebbe accaduto senza deduzioni. 

Ho visto politici festeggiare questo successo, non mi è capitato di vedere alcuna famiglia esultare per quei mille euro in più da pagare.

Ecco, se non si vedono i mille euro in più, non si vede la realtà. E se la realtà non si vede più, purtroppo si scrivono e si firmano anche con le migliori intenzioni del mondo manifesti densi di belle parole che restano vuote, perché non hanno più contatto con il reale.


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COMMENTI
08/10/2012 - Battere la sinistra con un "manifesto"? (agostino nonini)

Premetto che, secondo me, solo il centrosinistra (o la sinistra, se si preferisce) può "battersi" da sola e ci sono buone probabilità che ci riesca. Il centrodestra certamente non è in grado di farlo.Anche perché, ormai lo affermano quotidianamente esponenti (ex?) del centrodestra, il Pdl non c'è più, ammesso che sia mai esistito come partito. Certo che Bechis, con la sua aria da ingenuo, ma con le capacità e la conoscenza della realtà italiana, di cui è dotato, ha affossato, con perfida ironia, le speranze dei neo-con. Almeno se Bechis voleva dire quello che capito io che sintetizzo: cari amici del centrodestra il manifesto che avete scritto è bellissimo, ma anche un liceale, con un bel lavoro di copia e incolla, magari cominciando dall'appello di don Sturzo ai "liberi e forti", sarebbe stato in grado di scriverlo. Bravi! Ma adesso volete dirci che cosa sarete in grado di fare per la famiglia, per la scuola, per il lavoro o anche solo per la pulizia delle strade?"

 
08/10/2012 - Sono d'accordo (Luca Rossini)

Anche se, per sua natura, un "manifesto" non ha l'obiettivo di dettagliare tutte le cose che si vogliono fare, al di là della condivisibile cornice ideale è ormai il tempo (da tempo...) di andare sul pragmatico. Perché se è vero che ci sono principi non negoziabili (in linea di principio, appunto, dato che poi la politica sempre li negozia, come per la legge 40...) è ancor più vero che oggi esistono delle concretissime esigenze di sopravvivenza, sia di famiglie che di imprese. A meno che invece che di tasse si voglia alzare la bandiera del matrimono etero vs. matrimonio gay e amenità varie come sta facendo parte della sinistra...

 
08/10/2012 - Sacrosante parole! (Vulzio Abramo Prati)

Ha senz'altro ragione Bechis, anch'io avrei voluto vedere un "manifesto" come quello che propone, purtroppo non lo vedremo mai! I firmatari di quello originale sono politici di lungo corso, credo che quello che hanno esposto lo pensassero da tempo, non credo siano stati folgorati come Saulo sulla via di Damasco, come mai non è mai stato realizzato niente? Cosa ha impedito loro di muoversi in questa direzione? Questo mi aspetto di sapere! Cosa ha impedito di realizzare il quoziente familiare e perchè non lo impedirà in futuro? Senza una seria analisi critica di quello che è successo finora le loro parole rischiano di essere attuali come la carta carbone!

 
08/10/2012 - Franco Bechis ha perfettamente ragione. (Giuseppe Crippa)

Ricordo che negli anni ’80 la vecchia DC era solita scrivere documenti simili, con tante condivisibili affermazioni di principio e nessuna proposta concreta. Si è visto come è finita (anche in termini di consenso elettorale).

 
08/10/2012 - è solo una cornice (MICHELE GRILANDA)

Bechis ha ragione, la cornice è corretta, ma di solito si fa prima il quadro e non c'è dubbio che a parte alcune eccezioni il dipinto degli ultima anni è riuscito proprio male. Serve bagno di umiltà e di popolo per costruire un nuovo modello sociale e di sviluppo.