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PRIMARIE SX/ Caldarola: tra Bersani, Renzi e Vendola spunterà un quarto vincitore

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Certamente, ma la sensazione di fragilità si coglie sempre. Io credo che alle primarie Bersani vincerà per una manciata di voti, ma poi avrà il problema di governare il Paese.

Può spiegare meglio

Allora, non c'è dubbio che Matteo Renzi sarà un “grande secondo”. Attribuisco adesso una manciata di voti di vantaggio a Bersani, ma qualche settimana fa credevo che avrebbe vinto molto più facilmente. Guardo invece le primarie di Renzi e vedo che c'è una partecipazione di persone incredibile, con numeri impensabili fino a qualche tempo fa. Il personaggio è popolare e vanno in tanti ad ascoltarlo. E' evidente che questo concetto di “rottamare” la vecchia classe dirigente della sinistra fa presa sulle persone. E'  largamente condivisa, da ampi strati di popolazione italiana, che è meglio il nuovo di qualsiasi usato sicuro del passato. Questo anche nella sinistra. Probabilmente è un fenomeno normale date le condizioni complessive della classe politica italiana, anche se il Pd resta quanto meno ancora un partito, l'unico partito visto le condizioni della destra.


Poi, lei diceva che c'è il problema delle lezioni e di governare il Paese.

Qui ritorniamo alla fragilità del Pd. Nonostante sia l'unico partito in questo panorama politico, alla fine vincerà le elezioni  ma al massimo, con la coalizione, può arrivare a un 35 percento. Io mi ricordo quello che diceva Enrico Berlinguer, che non si poteva governare un Paese con il 51 percento, come si fa a farlo con il 35 ? Questo è il vero problema di fondo.

Quindi che cosa ci aspetta?

A mio avviso altri cinque anni di Governo Monti, che possono essere altri cinque anni di commissariamento della politica italiana. Del resto Bersani, per senso di responsabilità nazionale, non può dire no alla linea di Monti e dagli altri esponenti della sinistra emergono posizioni confuse. Alla fine, io credo che si assisterà a un nuovo governo Monti con un ricambio dell'attuale classe dirigente, anche se non in modo traumatico come nel 1992.

 

(Gianluigi Da Rold)

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